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TRACCE AUSILIARIE IN CUBASE: tracce gruppo e tracce effetti | TUTORIAL

Come funzionano le tracce gruppo e le tracce effetto in Cubase? Un tutorial pratico su routing, gruppi, effetti in parallelo e gestione stereo e mono.

Grafica sulle tracce ausiliarie in Cubase, con computer, fader del mixer e note musicali, testo “Tracce ausiliarie in Cubase gruppi e FX”

Tracce ausiliarie in Cubase: tracce gruppo e tracce effetto

Le tracce gruppo e le tracce effetto sono due tipi di tracce ausiliarie presenti in Cubase.

A prima vista possono sembrare molto diverse, anche perché Cubase le presenta con colori e modalità di creazione differenti. In realtà, nelle versioni moderne del programma, dal punto di vista funzionale sono diventate molto simili.

La differenza più importante riguarda soprattutto il modo in cui vengono utilizzate e il percorso del segnale che aiutano a costruire nel progetto.

In questo tutorial vediamo con esempi pratici quando può essere utile utilizzare una traccia gruppo e quando una traccia effetto, come costruire un routing complesso e come gestire anche i percorsi stereo e mono.

Traccia gruppo: raggruppare più tracce

Il caso più semplice è quello di una batteria composta da diverse tracce: cassa, rullante, hi-hat, overhead e così via.

Invece di controllare separatamente il volume di ogni elemento, possiamo creare una traccia gruppo e indirizzare verso di essa le varie tracce della batteria.

In questo modo il gruppo diventa una sorta di “collettore”: tutte le tracce arrivano al gruppo e il gruppo viene poi inviato all’uscita principale.

Possiamo quindi avere, ad esempio:

Kick → Drums → Stereo Out
Snare → Drums → Stereo Out
Hi-Hat → Drums → Stereo Out
Overhead → Drums → Stereo Out

Il fader della traccia Drums diventa così il controllo generale del volume della batteria.

Naturalmente nel gruppo possiamo inserire anche effetti, come un compressore o un equalizzatore, che lavoreranno sull’insieme delle tracce che vi arrivano.

Traccia effetto: lavorare in parallelo

La logica della traccia effetto è tradizionalmente associata agli effetti che vengono aggiunti al segnale originale attraverso le mandate, quindi in parallelo.

Il classico esempio è il riverbero.

Invece di inserire il riverbero direttamente sulla batteria, possiamo creare una traccia effetto con un riverbero e mandare ad essa una determinata quantità del segnale.

Avremo quindi il segnale originale della batteria da una parte e il riverbero dall’altra.

Questo permette di controllare separatamente:

  • il volume della batteria;
  • la quantità di segnale inviata al riverbero;
  • il volume complessivo del riverbero;
  • eventuali effetti inseriti nella traccia effetto.

Cubase rende particolarmente comoda questa operazione quando la traccia effetto viene creata direttamente dalla traccia che deve utilizzarla: il programma può creare contemporaneamente la traccia FX, inserire il primo effetto e predisporre la relativa mandata.

Un esempio pratico con la batteria

Nel video parto da quattro tracce di batteria e creo un gruppo chiamato Drums.

Le quattro tracce vengono indirizzate al gruppo, che a sua volta viene indirizzato allo Stereo Out.

Successivamente creo una traccia effetto stereo con un riverbero e la collego al gruppo Drums.

A questo punto il percorso diventa, semplificando:

Tracce batteria → Drums → Stereo Out

e contemporaneamente:

Drums → Riverbero

Il riverbero può quindi essere dosato senza modificare direttamente il segnale originale della batteria.

Ma possiamo fare un ulteriore passo.

Creo un altro gruppo, chiamato Sub Drums, nel quale faccio arrivare sia il gruppo Drums sia il ritorno del riverbero.

Il percorso diventa quindi:

Tracce batteria → Drums → Sub Drums → Stereo Out

e

Drums → Riverbero → Sub Drums → Stereo Out

In questo modo il gruppo Sub Drums diventa il controllo generale dell’intero “stem” della batteria, compreso il suo riverbero.

Questi percorsi possono sembrare complicati all’inizio, ma diventano molto utili quando il progetto contiene molte tracce e molti elementi da controllare.

Attenzione ai loop di routing

Quando si costruiscono catene di gruppi ed effetti bisogna naturalmente evitare di creare un percorso circolare.

Per esempio, se Drums passa a Sub Drums e Sub Drums tornasse nuovamente a Drums, si creerebbe un circuito chiuso.

Fortunatamente Cubase controlla questi percorsi e non permette di selezionare una destinazione che genererebbe un loop.

Nel video mostro proprio questo comportamento: quando provo a rimandare un gruppo verso un altro gruppo dal quale proviene, Cubase non presenta quella destinazione tra quelle disponibili.

È una protezione importante, soprattutto quando il progetto diventa complesso.

Stereo e mono: non è sempre la stessa cosa

Un altro aspetto interessante delle tracce gruppo e delle tracce effetto riguarda la possibilità di lavorare in mono o stereo.

Nel video utilizzo una chitarra registrata su una traccia mono.

La traccia originale è quindi mono, ma posso indirizzarla verso un gruppo stereo.

Questo può essere utile, per esempio, se voglio utilizzare sul segnale un effetto stereo.

Un delay stereo, inserito nel gruppo stereo, può quindi ricevere il segnale mono della chitarra e produrre un’immagine stereo.

Il gruppo non serve necessariamente soltanto a “mettere insieme” più tracce: può anche essere utilizzato per modificare il percorso e la configurazione del segnale.

Anche un effetto può essere mono

Il ragionamento può essere fatto anche al contrario.

Possiamo creare una traccia effetto mono e utilizzarla, per esempio, per ottenere un riverbero centrale.

Nel video parto dal gruppo stereo della batteria e creo una traccia FX mono con un riverbero.

Il risultato è che il ritorno del riverbero è mono e viene quindi percepito al centro.

Anche in questo caso possiamo poi decidere dove indirizzare l’uscita della traccia effetto, per esempio facendola passare attraverso il gruppo generale della batteria.

Gruppo o effetto?

A questo punto arriviamo al punto centrale del tutorial.

Nelle versioni moderne di Cubase le tracce gruppo e le tracce effetto hanno caratteristiche molto simili: entrambe possono avere insert, mandate, equalizzazione e altri processamenti.

La differenza pratica sta soprattutto nel modo in cui Cubase le crea e nei collegamenti automatici che può predisporre.

Quando creo una traccia gruppo a partire da alcune tracce selezionate, Cubase può modificare automaticamente la loro destinazione, facendole arrivare al nuovo gruppo.

Quando creo una traccia effetto associandola a una traccia o a un gruppo, Cubase può invece creare automaticamente l’effetto, inserirlo nella traccia FX e attivare la relativa mandata.

Questi automatismi sono molto comodi.

Ma soprattutto aiutano a mantenere una logica mentale del routing:

  • il gruppo può essere pensato principalmente come un punto di raccolta e controllo di più tracce;
  • la traccia effetto può essere pensata principalmente come un percorso parallelo destinato all’effettistica.

Non è però una regola rigida.

Cubase permette di creare combinazioni molto più complesse: un gruppo può entrare in un altro gruppo, una traccia può essere inviata direttamente a un effetto, un effetto può essere indirizzato a un gruppo e così via.

La scelta dipende quindi anche dal modo in cui si preferisce organizzare il proprio progetto.

Il routing come strumento di organizzazione

Quando un progetto Cubase diventa molto grande, il routing non serve soltanto a far arrivare il suono nel posto giusto.

Serve anche a organizzare mentalmente il mix.

Possiamo avere, per esempio:

tracce audio → gruppi → sottogruppi → Stereo Out

e contemporaneamente:

gruppi → effetti → sottogruppi

In questo modo diventa possibile controllare intere sezioni del progetto senza dover intervenire continuamente sulle singole tracce.

Anche i colori delle tracce e i filtri del mixer possono aiutare: Cubase permette infatti di visualizzare, tra le altre cose, soltanto determinati tipi di canale, come le tracce gruppo o le tracce effetto.

Quando il mixer contiene molti canali, questa possibilità diventa particolarmente utile.

In conclusione

Le tracce gruppo e le tracce effetto di Cubase non devono essere considerate necessariamente come due strumenti completamente diversi.

Nelle versioni moderne del programma sono, sotto molti aspetti, due tipi di canale molto simili.

La differenza più utile da ricordare è soprattutto concettuale: il gruppo richiama l’idea di un raggruppamento e di un percorso principale del segnale, mentre la traccia effetto richiama l’idea di un segnale aggiunto in parallelo attraverso una mandata.

Una volta compresa questa logica, diventa molto più semplice costruire anche routing articolati.

E soprattutto non bisogna avere paura delle combinazioni: Cubase permette di costruire percorsi complessi, controllando anche che non si creino circuiti chiusi.

Nel video vediamo tutto questo direttamente nel mixer, partendo dalla batteria e arrivando alla chitarra, agli effetti stereo e mono e ai sottogruppi.


Nota: il video è stato realizzato con Cubase Pro 11. Alcune funzioni mostrate potrebbero non essere disponibili nelle versioni più semplici o in versioni precedenti di Cubase.

Ecco il video sull’argomento dal mio canale YOUTUBE.

ATTENZIONE: Ascoltate in cuffia o con 2 casse in stereo, per cogliere le differenze stereo / mono .

CAPITOLI:

00:00 START introduzione e prima spiegazione generale

04:30 creazione gruppo tracce batteria

10:50 creazione traccia effetto per riverbero batteria

14:40 creazione traccia gruppo generale batteria

18:00 protezione da loop corto circuito tra tracce gruppi e effetti

19:05 tracce gruppo effetti stereo e mono – con chitarra

23:30 tracce effetto MONO per riverbero MONO batteria

26:30 riepilogo routing

30:00 filtro di visualizzazione mixer tipo traccia gruppo ed effetto

31:15 creazione tracce gruppo e effetto anche da connessione audio (f4)

32:00 saluti e raccomandazioni: ISCRIVITI In questo video ti spiego la differenza con esempi dell’uso dei due tipi di tracce ausiliarie in CUBASE, GRUPPI E EFFETTI.