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Tag: midifile

  • Come trasformare un midi in mp3 con Cubase

    Come trasformare un midi in mp3 con Cubase

    Come trasformare un midi in mp3 con Cubase

    E’ una domanda classica, che ogni tanto qualcuno mi fa: come trasformare un file midi in mp3, usando Cubase o qualsiasi altra DAW (Digital Audio Workstation).

    Sto provando ma i suoni restano quelli originali del pc.”

    “Vorrei ottenere basi midi o mp3 con suoni eccellenti”.

    La risposta breve è: non si fanno magie in due minuti,  Cubase o chi per Lui non è un programma di trasformazione di suoni brutti in belli. Anzi non è per questo che si usa. E conviene leggere il resto per capire come si può fare, e perchè.

    Cos’è Cubase, cosa fa una DAW

    Cubase è un contenitore di tracce, di diverso tipo tra cui audio, e midi: le tracce midi le importa, le registra, le può far editare da un musicista, ma non suonare. Perchè lo dico ancora una volta, qualora non avessi visto il mio video , dove ne parlo, e i miei articoli più specifici, IL MIDI NON SUONA!

    Al suo interno, Cubase, può ospitare strumenti virtuali vst instruments, sia di “proprietà” che di terze parti, cioè acquistati nel formato che possa girare all’interno del programma, i vst appunto. E’ così che esce il suono da un file midi, che contiene solo “i tasti premuti dal musicista sulla tastiera musicale equipaggiata midi“, non i suoni.

    Ma il suono è rimasto lo stesso…

    “Si ma il suono è rimasto lo stesso del computer”

    Può darsi che il suono rimanga lo stesso… del tuo computer, perchè i files midi che importi in cubase (o qualsiasi altra Daw) ,  sono impostati per uscire sulla wavetable del computer, di bassa qualità. Se hai visto il mio tutorial video sul midi, e gli articoli seguenti, potrai capirlo meglio.

    (Area tutorial del mio sito https://frankvenice.it/tutorial ).

    HALION SONIC SE - GM MODE

    In Cubase, di serie trovi il virtual instrument HALION SONIC SE . Se lo imposti in modalità GM, di fatto si comporta come la wavetable del pc, o come qualunque strumento musicale in standard GM midi.

    Lo standard General Midi (GM) , che è il più diffuso e deriva dal GS originario di Roland, non è altro che una tabella predisposta di tipologie di suoni, ordinate secondo i 128 program change di cui dispone il midi. Ogni casa produttrice, ogni modello di generatore sonoro, Tastiera, Expander, adegua i propri suoni in modo che corrispondano : il prg 1 sarà sempre il pianoforte acustico, il 50 i violini con attacco lento, il 33 il basso acustico…. e via così. In questo modo, dove lo metti, il midifile comanderà gli stessi suoni ovunque, con qualche differenza ma sostanzialmente simili/omogenei.

    Appunto nel computer c’è di serie una replica di questa tabella ordinata di suoni, che per ovvi motivi di costo, sono di qualità peggiore degli strumenti hardware dedicati. In cubase con Halion Sonic SE la situazione migliora, ma di poco.

    Suoni di qualità con vst instruments dedicati

    La buona qualità si ottiene usando diversi strumenti virtuali, magari dedicati a suoni specifici: batteria, chitarre, archi, fiati,con librerie con migliaia di campioni per ogni suono e variazioni di esecuzione specifiche e accurate.

    Oltretutto, occorre modificare il midi scritto per il GM standard, modificando, e integrando i controlli necessari per sfruttare tutte le loro possibilità espressive.

    Ovviamente hanno costi elevati, ed occorre tempo per imparare a programmare e usarli bene. Ma non basta.

    Il suono finale, il file audio mp3 o il wav

    Per ottenere poi il suono finale, che sarà comunque un file audio, wav o mp3 , occorrerà mixare e integrare gli effetti già presenti nei virtual instruments,  con effetti audio a parte, per amalgamare bene il tutto.

    Mentre se invece che dal midi, fossimo partiti da un mp3, ben poco si poteva fare, se non tentare di modificare qualcosina nell’audio, giusto per una “lucidata”, una sorta di re-mastering, con rischio di fare più danno che beneficio, e sicuramente senza poter far nulla per cambiare suoni o estrarre strumenti.

    In una parola… è come fare un disco. Partendo da un midi, si può lavorarci e allora, questo ti darà i suoni eccellenti. Ma senza bacchetta magica!

    Ma io volevo solo cambiare un po’ il midi…

    Cubase può anche esportare il midi. Se invece vuoi soltanto modificarlo, semplicemente per i parametri di base, o più che altro l’esecuzione delle note, basterà esportare il midi. Le funzioni di Export in cubase sono descritte nei manuali. Idem per le altre DAW.

    Per modificarlo, come faccio vedere nell’articolo dedicato agli editor,  devi aprire le singole parti negli editor, fatte le modifiche potrai esportare il risultato.

    midi key editor scala Do
    midi key editor scala Do

    Se hai un tuo midifile, da cui partire e vuoi ottenere un mp3 e un file audio wav  con suoni di buona qualità, puoi scrivermi e chiedermi questo specifico servizio di riprogrammazione e mix, per la “trasformazione” in audio della tua base midi.

    I miei contatti, la mail e le messaggerie rapide le trovi ovunque sul sito, e soprattutto nella pagina https://frankvenice.it/contatti .


  • MIDI EDITOR

    MIDI EDITOR

    MIDI EDITOR

    Gli editor midi: Editor dei tasti, elenco, score (pentagramma).

    Parlando dei midi editor in Cubase, la mia Daw da sempre, in realtà parliamo di editor dei comandi midi, e quindi applicabile anche ad altre applicazioni DAW (Digital Audio Workstation).

    I messaggi midi: appunti pratici per comprenderli ed imparare ad usarli

    Una spiegazione semplice dei tipi di messaggi midi, con esempi audio , del loro uso pratico abbinato ai controller e all’editor.

    by Frankvenice

    Dopo aver esaminato le note e i control change, Pitch Bend, Program Change e Aftertouch, e il Sys EX , e aver parlato di Conversioni tra midi e audio e viceversa, o meglio trasformazioni ed estrazioni… ci affacciamo sull’argomento midi editor, gli editor di modifica dei comandi midi.

    IL KEY EDITOR

    o meglio, l’editor dei tasti, di tipo tastiera pianoforte, è il classico e più immediato editor per i midi, rispetto alle note.

    Consente una immediata visualizzazione delle note in un grafico, dove in senso verticale troviamo l’altezza delle note (dal basso note gravi, verso l’alto note acute) e in senso orizzontale la posizione temporale e la durata.  La rappresentazione delle note infatti in midi si compone dei due messaggi di nota on e nota off (o on con velocity 0), che vengono rappresentati come linea orizzontale.

    Il posizionamento dell’inizio della linea sulla griglia, determina la posizione temporale e musicale, la lunghezza determina il valore musicale (ottavi, quarti…ovvero crome, semiminime…ecc) .

    Nella parte bassa, divisa da una linea, sono visualizzati altri comandi midi, e generalmente la velocity. La velocity (intensità della pressione del tasto, della nota) è rappresentata da una linea verticale più o meno alta, allineata all’inizio della nota sulla griglia.

    Un accordo prevederà più nota sulla griglia, e più linee di velocity nello stesso punto, con le proprie intensità.

    In cima al grafico, una linea di informazioni darà in forma numerica i valori della nota selezionata, e consentirà la modifica precisa, oltre a quella che è possibile fare manualmente anche con i tool (strumenti) del programma, predisposti allo scopo.

    midi key editor scala Do
    midi key editor scala Do

    MIDI DRUM EDITOR

    Esiste una forma di key editor chiamata Drum Editor, per le batterie e percussioni, che differisce dall’editor dei tasti per la visualizzazione differente sul lato sinistro, riferito ai tasti che “suonano” i suoni percussivi, e la visualizzazione in forma di losanga, e non di linea. Non ha senso (quasi sempre) parlare di durata musicale del singolo suono percussivo, essendo molto brevi e dipendenti dal campione utilizzato, e quindi la rappresentazione è finalizzata a “vedere meglio” il ritmo dei singoli suoni. E’ comunque possibile intervenire e vedere il valore di durata sulla linea di informazioni numeriche per le note selezionate.

    E’ possibile attivare delle mappature per i singoli suoni, per assegnare note midi registrate ad altre, a seconda dello strumento/vst instrument di batteria utilizzato.

    midi drum editor batteria
    midi drum editor batteria

    Rispetto ai comandi midi diversi dalle note, il key editor può rappresentarli con linee e forme continue nel bordo inferiore dell’editor, sempre allineate alla griglia del tempo, e quindi sarà possibile vedere la modulation, il pitchbender, il sustain e spostarli o modificarli di conseguenza all’editor operato sulle note.


    LIST EDITOR, EDITOR ELENCO:

    Presente nelle versioni maggiori di cubase, il list editor è la rappresentazione del midi in senso sequenziale. Una lista di eventi dall’alto al basso, con tutti i parametri, e una rappresentazione temporale grafica a fianco, danno modo di comprendere quali eventi sono trasmessi prima di altri, nonchè di rappresentare meglio quelli che non sono strettamente collegati alle note.

    midi list editor scala Do_ con eventi di sustain pedal

    Si pensi a quanto detto per il program change: Se è necessario mandare anche il CC bank 00 e 32, questi devono precedere il program change, per essere efficaci. Dal list editor sarà possibile controllare e modificare la posizione temporale (anche di pochi istanti) per consentire la corretta sequenza dei comandi.

    Così come per i messaggi di Sys Ex, o altri control change.

    Per fare ciò è anche possibile filtrare la visualizzazione dei tipi di evento, così da focalizzare l’attenzione sui messaggi da editare, e ritrovarli facilmente.

    Ogni riga porta il tempo di griglia, ovvero le battute in formato 1.1.1.0, e consente quindi di ritrovare la posizione temporale dell’evento da controllare, cioè le informazioni della riga informazioni del key editor, viste però in un elenco sequenziale.

    SCORE EDITOR: il pentagramma:

    In cubase è possibile ricavare il pentagramma dal midi, o meglio visualizzare le note midi in formato musicale.

    Va detto subito che questo editor è particolare e non di utilizzo immediato, cioè automatico per avere una visualizzazione utile al musicista e ordinata come ci si aspetta.

    Se le note midi sono perfettamente quantizzate, cioè suonate perfettamente a tempo e con durata perfettamente regolare, la visualizzazione potrebbe essere corretta.

    Ma nella realtà, suonando liberamente, per quanto precisi, le note saranno un po’ prima o dopo il tempo, e la durata sarà magari più o meno lunga. Questione di poco, ma abbastanza per ingannare l’editor che rappresenterà le note.

    Esiste quindi una “quantizzazione grafica”, che si occupa di approssimare le note visualizzate al valore più prossimo al reale. Occorre quindi dare indicazioni circa il materiale da rappresentare, anche in ordine di altezza musicale: si pensi al doppio pentagramma per un pianoforte, o alle chiavi diverse da quella di violino per strumenti o cantanti.

    Lo score editor è quindi uno strumento complesso e non di fruizione pratica immediata, anche se può dare una rappresentazione differente e più musicale dell’editor dei tasti (Key editor).

    D’altra parte, si può cominciare a scrivere a matita dallo score, per comporre e far suonare la propria opera, anche se non è così veloce, e l’esecuzione sarà meccanica, perchè priva del “groove” del musicista.

    midi score editor scala Do_
    midi score editor scala Do_- da midi perfettamente quantizzato

    ALTRE FUNZIONI DI MODIFICA E UTILIZZO DEI COMANDI MIDI IN CUBASE

    Midi come remote:

    Un utilizzo del midi per le daw è quello delle superfici di controllo, ma anche della stessa tastiera musicale.

    Fin dalle prime versioni su ATARI (anni ‘90, sigh…i miei inizi col midi) Cubase prevedeva il generic remote, assegnando dei comandi di controllo del programma a dei tasti musicali dell’ultima ottava della tastiera, con un tasto che fungeva da attivazione generale.

    Ora sono mappabili tutti i messaggi su una interfaccia di remote, quando invece si utilizzano le superfici di controllo, queste prevedono l’installazione di periferiche in Cubase, con la possibilità di interfacciarsi col programma.

    Insomma il midi diventa un remote, un telecomando, sia per i pulsanti di trasporto (play, rec…ff,rewind stop) che per volumi, solo, mute, arm rec…. e tutto ciò che sia assegnabile.

    Quindi la modulation o il cursore della superficie di controllo midi dedicata diventano il volume o il panning di una traccia, o un comando di gain dell’equalizzatore.

    Così come il pedale di sustain può attivare il rec lasciandoci le mani libere per suonare, e attivando il registratore al momento opportuno, per un punch in e out preciso.

    esempio generic remote cubase : i pulsanti della remote novation zer0sl assegnati a funzioni di trasporto o visualizzazione progetto

    INPUT TRASFORMER

    La trasformazione dei messaggi midi

    Questa interfaccia di Cubase è una funzionalità molto utile per veicolare un messaggio da un controllo all’altro, in modo da colmare una lacuna, o agevolare il controllo di un particolare vst o hardware esterno.

    Mi spiego meglio: se mi manca un comando di volume, ma la mia tastiera ha la modulation, posso trasformare il Cc1 in cc7, registrando così il controller di volume agendo sulla leva della modulation. Così come posso filtrare dei comandi ed eviitare di registrarli. Oppure posso trasformare le note in ingresso in altre, utile per esempio per assegnarle a diversi suoni percussivi, suonati live. (Perchè si può anche fare poi dal drum editor).  

    Insomma usare un comando per ottenerne un altro, questo è l’input trasformer, che funziona in modo globale o di singola traccia, con l’utilità di usare solo per quelle che necessitano, la trasformazione o il filtro.

    Anche filtrare i messaggi di un singolo canale, aiuta a risolvere il problema di tastiere che suonano più canali contemporanemente, in modo da registrare solo un canale per traccia. (Anche qui è sempre possibile agire a posteriori con un comando di remix, di esplosione della parte multicanale in più tracce ovviamente).

    input trasformer_filtrocanali_passa solo ch 1

    Il midi è un sistema che trova molte possibilità sia nelle Daw sia nell’Hardware esterno e strumenti musicali elettronici. Occorre comprenderlo per poterlo usare nel migliore dei modi.

    Non sai cos’è il midi? Hai visto questo video tutorial? Clicca qui

  • Come Convertire un file audio in midi e un file midi in audio

    Come Convertire un file audio in midi e un file midi in audio

    I messaggi midi: appunti pratici per comprenderli ed imparare ad usarli

    Una spiegazione semplice dei tipi di messaggi midi, con esempi audio , del loro uso pratico abbinato ai controller e all’editor.

    by Frankvenice

    Dopo aver esaminato le note e i control change, Pitch Bend, Program Change e Aftertouch, e il Sys EX parliamo di Conversioni tra midi e audio e viceversa, o meglio trasformazioni ed estrazioni.

    Conversioni MIDI – AUDIO – MIDI

    Come Convertire un file audio in midi e un file midi in audio, ovvero “Le conversioni audio to midi” e viceversa, croce e delizia di chi non ha capito…che non si può convertire AUTOMATICAMENTE un  file di comandi in un file di suoni e viceversa perchè sono cose TOTALMENTE DIFFERENTI, appunto.

    Ma qualcosa si può fare…

    MIDI TO AUDIO

    Si può ricavare audio da un midi facendolo suonare, ovviamente in base ai suoni (STRUMENTI REALI con interfaccia midi o Virtuali al Computer) a disposizione, e alla compatibilità di essi con la programmazione originale. Leggi sopra sul sistema GM per capire…

    Ogni “conversione” , o meglio TRASFORMAZIONE  sarà diversa, semplicemente perchè diversi sono i suoni e i settaggi con cui è riprodotto il midifile.

    Leggi l’articolo  come trasformare un midi in mp3 con cubase per approfondire l’argomento.



    AUDIO TO MIDI

    Il contrario invece, da audio a midi, vorrebbe ricavare i comandi, o meglio ESTRARRE le note midi, da un file audio.

    Si può fare, sia monofonico (es: una voce, un sax, una chitarra che suona una nota sola per volta)  che polifonico (accordi, pianoforte, chitarra che arpeggia o power chord, più note contemporaneamente) ma con delle limitazioni, e con del lavoro di editing successivo,  con dei software dedicati.

    Audio_to_Midi_Melodyne
    Semplici accordi di organo, ma con vibrato e variazioni di volume: produrrà poi un file frammentato anche se con note corrette, nell’estrazione midi.

    Esempi di quali software usare:

    In cubase pro, Variaudio , disponibile nell’editor Audio, e con algoritmi non proprio straordinari quando cambiamo il pitch, riesce a farlo per le melodie, ma solo in modo monofonico, una nota per volta.

    Con Celemony Melodyne,  un programma dedicato all’editing audio con funzioni particolarmente avanzate ed algoritmi di qualità, invece è possibile ricavare il midi anche con polifonie, più note contemporaneamente, grazie alla capacità di questo software (sempre nelle versioni maggiori, editor e studio), di scomporre le note di strumenti polifonici.

    Il risultato però dipende, e va elaborato in funzione del materiale di partenza, per qualità, precisione, e tipologia. Una voce con sfumature di volume, lunghezze variabili della note, non sarà una nota precisa ben squadrata, così come una chitarra non sarà sempre perfetta nella trasformazione. Idem per il volume, per la velocity.

    Dipende ovviamente anche dalla capacità dell’operatore, che dovrà predisporre e intervenire manualmente sull’audio prima e sul midi ottenuto poi. Non è così semplice e automatico, tutt’altro.

    Si dovrà poi tener conto su che cosa lo riprodurremo, e quindi come risponderà lo strumento virtuale o hardware che sostituirà quello originale.

    Vengono perduti ovviamente i Vibrati, le espressioni, potendo soltanto tradurre in qualche modo la velocity.

    Ecco come appare sull’editing di cubase, l’estrazione midi del file audio rappresentato su Melodyne nell’immagine precedente:

    Midi file ricavato da semplici accordi di organo, vibrato, da file audio da Melodyne, con evidenti interruzioni sugli ultimi segmenti. Le note sono individuate correttamente.

    Va appuntato infine che il midifile, dedotto da un file audio, messo a tempo su Melodyne 5 studio, è utilizzato da questa applicazione per importare e esportare il tempo: è così  possibile sincronizzare le tracce del progetto, anche tra Daw differenti.

    Ricavare la  traccia click e mettere a tempo un file audio, con un file midi.

    Elaborando l’audio in Melodyne, è possibile metterlo a tempo ed esportare un file midi di solo TEMPO, così da importarlo in qualsiasi DAW e poter ottenere una metronomo sincronizzato col file di partenza.

    Certamente lo si fa anche con Cubase e magari con altre DAW, ma con Melodyne 5 Studio (in versione StandAlone), grazie alla nuova gestione del tempo di questo software, i risultati sono più accurati e più semplici da ottenere, pur necessitando un po’ di paziente editing.

    Infine va ricordato che l’importazione di un midifile su Cubase può o meno comprendere il Tempo originale, a seconda delle impostazioni determinate in PREFERENZE, FILE MIDI, IMPORTAZIONE. Quindi fate attenzione!

    fluttuazioni editing tempo in Melodyne Stand Alone
    fluttuazioni editing tempo in Melodyne Stand Alone

    In conclusione, esistono certamente altri software che provano a ricavare midi dall’audio, ma va tenuto presente che tutto dipende dal materiale di partenza.

    Per quanto semplice e chiaro che sia, una volta ottenuto il midi, questo dovrà sempre essere interpretato e sistemato (editato) ad orecchio del musicista, che resta il miglior algoritmo umano disponibile al momento!

    Pertanto, se devi ricavare un midi da audio, su materiale semplice e sempre da verificare, puoi chiedermi un preventivo nel servizio di audio editing .

    Da Settembre 2020 il servizio si avvale della nuova versione MELODYNE 5 STUDIO, con maggiore qualità audio e possibilità accurate di editing.

    Idem per formare una traccia click da un file audio non perfettamente a tempo, posso confezionare un click audio e un tempo midi per la sincronizzazione. Preventivi a richiesta, dopo valutazione della traccia/file.


    NEL PROSSIMO ARTICOLO: GLI EDITOR MIDI

    link al primo articolo sul midi: Messaggi midi: note e control change

    link al secondo : Messaggi midi: pitch bend, program change, aftertouch

    link al terzo : Messaggi Midi: Sys Ex System Exclusive, il dialetto del midi e altri messaggi


    Non sai cos’è il midi? Hai visto questo video tutorial? Clicca qui


  • Messaggi midi: Sys Ex System Exclusive il dialetto del midi e altri messaggi

    Messaggi midi: Sys Ex System Exclusive il dialetto del midi e altri messaggi

    I messaggi midi: appunti pratici per comprenderli ed imparare ad usarli

    Una spiegazione semplice dei tipi di messaggi midi, con esempi audio , del loro uso pratico abbinato ai controller e all’editor.

    by Frankvenice

    Dopo aver esaminato le note e i control change, Pitch Bend, Program Change e Aftertouch, affrontiamo un misterioso messaggio criptico: Il SYS EX, System Exclusive, che altro non è che una sorta di dialetto del midi,  un  sottolinguaggio molto importante che amplia le possibilità di comunicazione tra strumenti interfacciabili midi.

    Il link al primo  articolo : Messaggi midi: note e control change

    Il link al secondo : Messaggi midi: pitch bend, program change, aftertouch

    Messaggi midi: System Exclusive

    Sys ex: Messaggi di “sistema esclusivo”: il “Dialetto” del midi.

    Parliamo la nostra lingua, l’Italiano. Poi fra noi della stessa regione o città o club di appassionati parliamo un dialetto, uno slang, un linguaggio più specifico che capiamo solo noi.

    Nel midi è stato previsto un messaggio “jolly”, aperto, multicanale (il sys ex non è indirizzato su un canale singolo dei 16, come per gli altri messaggi) ma è riservato.

    In pratica la macchina dice: messaggio di sys ex, per la marca n. 00, modello 1, e poi lancia i suoi comandi liberamente, prendendosi tempo e spazio per i propri codici, e alla fine dice… fine del messaggio.

    sys ex editor
    sys ex editor: IL PRIMO CODICE è SEMPRE F0 e l’ultimo F7

    Ora le altre “macchine”, stazioni riceventi il midi, ignoreranno il messaggio, solo quella codificata lo saprà leggere e applicare.

    E’ una programmazione aperta quindi, e per questo il midi ancora oggi funziona per le macchine (tastiere, hardware,) che nascono dopo decenni dalla codifica del midi.
    Ogni sistema può associare, e creare i comandi, assegnadoli alle funzioni più disparate.

    sys ex_elenco
    sys ex_elenco di messaggi midi system exclusive. Il codice contiene un semplice richiamo ad un suono di pianoforte.

    Perchè è utile conoscerlo? Perchè sys ex si occupa di settaggi particolari: ad esempio, agisce sui parametri generali di un riverbero che possiamo solo controllare come quantità con CC 91, ma non per il tipo (hall, room…); oppure per filtri di synth, oppure ancora tutte le personalizzazioni specificate possibili per e dall’ utente di uno strumento musicale elettronico.

    Infatti facendo il backup del sys ex, con la procedura chiamata DUMP (salto) , è possibile registrare con una Daw il pacchetto di dati, e reinviarlo (facendolo “suonare” semplicemente come un midifile) allo strumento in caso di necessità.

    Ricorda che essendo settaggi particolari, è necessario fare attenzione a cosa si fa. Per questo la registrazione in Cubase, ad esempio, è filtrata di default, e va consentita (in preferenze), togliendo il filtro.

    PREFERENZE MIDI IN CUBASE-SYSEX
    PREFERENZE MIDI IN CUBASE-SYS EX il filtro di default è attivato prudenzialmente per la registrazione e la ritrasmissione monitor (MIDI THRU) dei messaggi di SYS EX

    Alcuni comandi, essendo di lunghezza variabile, se corti e dedicati a singole funzioni, si possono scoprire ed editare, così da programmarli allo scopo nelle Daw, ma è meglio lasciare queste funzioni a chi è un po’ esperto, e sa cosa sta facendo.

    In sostanza, per usi pratici va ricordato che:

    1 – i messaggi di Sys Exclusive sono inviati con un ID specifico, ad una specifica macchina (hardware, tastiera, expander, multieffetto) e servono per inviare comandi specifici di programmazione/settaggio dedicato e particolare.

    2- hanno lunghezza variabile, pertanto vanno inviati, in un uso dal vivo, o programmati in sequenza midi, in anticipo in modo da essere ricevuti per intero, e consentire al ricevente di eseguire le operazioni richieste. Quindi da una frazione di secondo (come per i normali messaggi) a qualche secondo, anche un minuto di tempo per la trasmissione, per le patch impegnative.

    3 – prima di inviare un pacchetto di sys ex, occorre aver bene in mente cosa si sta facendo, e nel dubbio fare prima un backup, attraverso il DUMP , dei settaggi esistenti, così da porterli richiamare.

    4 – leggere bene i manuali dei vari dispositivi (tastiere, expander, effetti), in merito a cosa risponde, quali parametri sono coinvolti nelle comunicazioni sys ex.


     UN ESEMPIO PRATICO

    SYS EX EDITOR_DATADUMP
    SYS EX EDITOR_DATADUMP DEI SETTAGGI DEL MULTIEFFETTO VOCE “VOICELIVE” , con il suo editor dedicato in formato plugin, dentro Cubase

    In questa foto vediamo un DATA DUMP dei settaggi di un multieffetto voce, ma con la possibilità di inviarli in tempo reale o come sequenza midi, attraverso un editor, in formato PLUGIN VST, attraverso una traccia midi in CUBASE:

    in pratica editando graficamente l’interfaccia rappresentata nella foto che segue, che è collegata via midi ad una porta del multieffetto hardware, si comandano i settaggi interni di questa macchina, mandando messaggi di sys ex. Non è necessario conoscere il dettaglio midi del messaggio, ma comprenderne il funzionamento, per sfruttare al meglio le possibilità del nostro hardware.

    VOICE LIVE PAGINA DI SETUP EDITOR_SYS EX
    Una pagina di setup dell’editor di VOICE LIVE (tc.Helicon), effetto voce hardware, che riceve e trasmette i settaggi tramite SYS EX, al suo editor, che essendo in formato vst, può essere utilizzato in CUBASE. (aggioramento: poteva, essendo questo specifico vst della foto un vst2 a 32bit. – Ma il concetto non cambia!)

    Altri tipi di Messaggi midi: Real time, midi clock, testo

    Altri messaggi: ci sono altri messaggi del protocollo midi, dedicati a funzioni real time (tipo start/stop), il midi clock, e il testo: (lyrics), usato per i midi karaoke. Anche per questi ultimi esistono vari formati, compreso quello Roland di Sys Ex testuale.

    Qui mi soffermo solo sul midi time code, che è utile per sincronizzare le macchine fra loro, per il tempo: il midi contiene le variazioni temporali, e quindi trasporta queste informazioni. Per far girare in sync due macchine, è necessario che una di loro sia il master e le altre lo slave, quelle che si “adeguano” al tempo.

    impostazioni sincronizzazione progetto cubase
    impostazioni sincronizzazione progetto cubase

    Inoltre va infine ricordato che il tempo midi ( e quindi il midi time code) è un’informazione utile per sincronizzare le tracce audio da una daw all’altra con il metronomo, oltre che per comandare effetti in sync con multieffetto hardware (ad esempio il delay, con le ripetizioni sincronizzate al tempo della song inviata dal computer, in un live.).

    NEL PROSSIMO ARTICOLO: come convertire MIDI TO AUDIO, AUDIO TO MIDI

    link al primo articolo sul midi: Messaggi midi: note e control change

    link al secondo : Messaggi midi: pitch bend, program change, aftertouch


    Non sai cos’è il midi? Hai visto questo video tutorial? Clicca qui

  • Messaggi midi: Pitch Bend, Program Change, Aftertouch

    Messaggi midi: Pitch Bend, Program Change, Aftertouch

    I messaggi midi: appunti pratici per comprenderli ed imparare ad usarli

    Una spiegazione semplice dei tipi di messaggi midi, con esempi audio , del loro uso pratico abbinato ai controller e all’editor.

    by Frankvenice

    Dopo aver esaminato le note e i control change, continua la descrizione dei messaggi midi: in quest’articolo parleremo di Pitch Bend, Program Change e Aftertouch.

    Il link al primo e precente articolo : Messaggi midi: note e control change

    Messaggi midi: Pitch Bend

    Il pitch bend : la leva dell’intonazione temporanea delle note suonate, che ci permette quell’effetto di passaggio continuo di uno o più semitoni (di default un tono sotto e uno sopra) ha un controllo proprio, dove lo Zero è il valore centrale, e i valori (ben 16384!) oscillano tra n-negativo e n-positivo, come spiegherò meglio più avanti.

    Il sistema stabilisce il range a cui si applicano questi valori, solitamente due semitoni sotto e sopra, ma talvolta anche una o più ottave.

    Utile per esempio per glissati di basso, di sax, ed usata in combinazione con la modulation (che invece è il CC1 come già visto), e difatti a volte presente fisicamente come joystick unico:

    (sx e dx pitch e spingendo avanti la modulation, con ritorni a molla).

    pitch bend joystick

    A volte invece con comandi separati, a rotella:

    modulation e pitch in comandi a rotella separati

    o a sfioramento:

    pitch (touch controller, sfioramento col dito) e modulation bar (leva a pressione)
    controllo pitch ad infrarosso, avvicinando la mano

    o tramite comandi ad infrarosso, avvicinando e allontando la mano alla fotocellula

    (tecnologia D-BEAM di Roland, foto dalla mia AxSynth, sintetizzatore a tracolla)

    Anche il pitch bend, per il suo comodo posizionamento sulle tastiere musicali,  si presta ad essere assegnato ad altre funzioni: accendere e spegnere il soft/fast dell’organo hammond, piuttosto che spostare in altra posizione per i chords, lo strumming di chitarra virtuale.

    VALORI MIDI DI PITCH BEND:

    Tenendo presente che essendo un comando continuo e molto dettagliato nello spostamento dei centesimi di frequenza, i valori che può assumere sono 128×128= 16384, ovvero 8192 positivi e altrettanti negativi.

    Lo Zero rappresenta il punto intermedio cioè nessuna variazione di pitch, ovvero di frequenza, come si diceva all’inizio. Nel midi in realtà vengono inviate due coppie di valori da 0 a127 , quindi 128×128 valorI: cambia il modo di rappresentarli, o come coppie o come un valore unico, ma è la stessa cosa.

    E’ più facile da capire guardando le immagini di Cubase, nella prima il monitor midi, nella seconda l’editor elenco, della identica parte midi: VALORE zero, tutto positivo e tutto negativo ovvero 2 semitoni sopra e due sotto, e ritorno a zero:

    midi monitor_valori min_max _pitch_bender cubase

    I valori in bianco sono il reset dello stop di cubase, che resetta, riporta a zero il pitch, per evitare che resti “appesa” la variazione e quindi resti “stonata” tutta la parte seguente, in caso di stop e start, durante l’editing.

    Da tenere presente, quando si edita un midifile, di non tagliare il valore zero finale, altrimenti potrebbe restare appeso sullo strumento ricevente, (in assenza di altro reset)  e quindi ogni nota successiva resterà “stonata”!

    editor elenco valori pitch bend cubase


    Messaggi midi: PROGRAM CHANGE

    Quando cambi il programma sul televisore, digiti un tasto, un numero sul telecomando.

    Nel midi succede la stessa cosa. Il comando di program change, che segue sempre il canale su cui è inviato (uno dei 16) comunica quale dei 128 suoni vuoi richiamare sul tuo strumento ricevente.

    Oppure locazioni di memoria per effetti, per esempio di chitarra, o qualunque outboard.

    Il comando è semplice, tuttavia è soggetto all’indirizzo delle bank, ovvero i banchi di memoria.

    Se infatti i suoni/memorie sono maggiori di 128, sono organizzati in banchi. I banchi sono selezionati dalla coppia di Control Change 00, 32 , con valori da 0 a 127 ciascuna: quindi da un numero teorico di preset richiamabili davvero grande!

    Una volta entrati nel banco, ogni cambio di program change resterà in quel banco fino a che non verrà trasmessa una coppia nuova di CC 00 e 32, che quindi devono sempre precedere il prg change.

    Esiste una codifica dei suoni standard, che permette a un midifile di suonare suoni equivalenti: Si tratta del formato GM General Midi, che stabilisce una tabella ordinata di suoni.

    In questo modo il prg 1 sarà sempre un pianoforte acustico, il 2 un piano bright, il 50 una sessione di violini, i suoni di basso dal 33 in su…

    Il General midi ha poi avuto nel tempo delle estensioni, con delle varianti. Deriva in origine dal GS , un sistema precedente che si trovava nelle tastiere Roland, mentre il GM è stato adottato come compatibilità anche da altri costruttori, pur variando ognuno nella qualità e colore della timbrica, ma mantenendo la stessa assegnazione del programma allo strumento:

    PORZIONE DI TABELLA SUONI GM

    I program change sono però anche usati in assegnazione ai preset per gli effetti hardware, e solitamente programmati nelle sequenze midi dalla Daw per i live, o tramite pedaliera, per richiamare memorie di effetti e suoni, o loro combinazioni.

    Quindi l’utilizzo è pressochè semplice e l’invio dei messaggi avviene tramite pulsanti dalle tastiere, sia in abbinamento dei pulsanti che richiamano i suoni di bordo, sia con dei pulsanti dedicati, anche in forma + e – , o ancora tramite composizione numerica o rotella di selezione.

    Ricordando che si tratta sempre di un numero da 0 a 127, o meglio in questo caso si usa codificare da 1 a 128, nello speficico canale, dopo aver selezionato, se presente, un comando di bank (cc 0 e 32). Ecco come appare in un file midi:

    coppia CC0_32_e PRG CHANGE_CUBASE EDITOR ELENCO

    Messaggi midi: AFTERTOUCH

    Una tipologia di messaggio particolare, che deriva dal comando sulla tastiera: può essere un pulsante, una rotella, ma nelle tastiere musicali che lo prevedono, un sistema meccanico di post-pressione del singolo tasto bianco o nero.

    È come un ulteriore “scalino” after, dopo la pressione del tasto: tenendo premuto e premendo ancora si supera un piccolo scalino appunto.

    Si agisce su un interuttore che attiva questa funzione midi particolare, che è assegnata dallo strumento ricevente ad effetti particolari, o allo stesso vibrato della modulation.

    Ne esistono quindi di due tipi, di nota o di canale (chiamato Poly Pressure e Channel Pressure), a seconda delle tastiere. Ma anche quelle con l’aftertouch comandato dai singoli tasti bianchi e neri potrebbe essere soltanto di canale.

    Ma a che serve l’aftertouch? Hai presente il vibrato ottenuto con la modulation? Per esempio, potrei suonare la melodia con la destra, e la sinistra impegnata negli accordi, su una tastiera spezzata.

    Volendo vibrare una nota, magari lunga e non immediatamente (vibrato delay) , posso premere il famoso scalino e attivare il vibrato semplicemente premendo più a fondo il tasto (bianco o nero).

    Oppure posso usarlo muovendolo il comando a rotella, o assegnato ad un pedale…

    DISCLAMER: spero tu non stia tentando di rompere la tua tastiera: consulta il tuo manuale, sono poche le tastiere con aftertouch sui tasti bianchi e neri, alcune hanno soltanto comandi sul pannello. NON sono responsabile se stavi sforzando la meccanica della tastiera, sii delicato, se non va giù, allora non c’è!

    E’ quindi una funzione accessoria, non presente su tutte le tastiere, ma che aumenta le possibilità espressive da trasmettere col midi.

    Può essere usato anche per attivare un filtro in un synth, o qualunque controller su uno strumento virtuale  (vst instrument). Assume i consueti valori da 0 a 127, per ognuno dei 16 canali.

    rotella aftertouch di canale su ax synth roland – è quella nera a sinistra inferiore, dell’impugnatura, vista di profilo, essendo, ax synth, uno strumento tipo chitarra a tracolla.

    NEL PROSSIMO ARTICOLO: SYS EX, SISTEMA ESCLUSIVO (il “dialetto” del midi), e altri messaggi

    link all’articolo precedente sul midi: Messaggi midi: note e control change


    Non sai cos’è il midi? Hai visto questo video tutorial? Clicca qui

  • Messaggi midi: note e control change

    Messaggi midi: note e control change

    I messaggi midi: appunti pratici per comprenderli ed imparare ad usarli

    Una spiegazione semplice dei tipi di messaggi midi, con esempi audio , del loro uso pratico abbinato ai controller e all’editor.

    by Frankvenice

    • Messaggi midi note e Control Change
    • Messaggi Pitch Bend, Program Change, Aftertouch
    • Messaggi di System Exclusive e altri messaggi midi
    • Convertire midi in audio e audio in midi
    • Editor midi: Key e List Editor in Cubase

    Control change: il sustain

    I messaggi midi non sono soltanto le note del pianoforte. Ci sono anche altri controlli, che inviano altri tipi di messaggi.

    Prendiamo il pedale del pianoforte, il forte, o sustain, hold, damper, quello che prolunga il suono, e nel pianoforte reale solleva tutti gli smorzatori delle corde, lasciandole vibrare tutte liberamente. Nelle tastiere prolunga la pressione dei tasti.

    ll midi invia questo comando di pedale tramite i Control Change. I CC sono una grande famiglia di 128 controlli differenti, alcuni già tipicamente stabiliti, altri invece liberi. Possono assumere valori tra 0 e 127, perciò sono definiti controlli continui.

    Nel caso del nostro pedale di sustain, che ha qualsiasi tastiera, il CC assegnato è il n. 64. I valori dalla metà in su (da 64 a 127) significano pedale premuto, da 0 a 63 pedale rilasciato. Anzi no.

    pedale Sustain
    il pedale Sustain di tipo pianoforte

    Il pedale rilasciato completamente assume valore 0 (zero), i pianoforti digitali e i vst instruments (strumenti virtuali a computer), di fascia alta, dedicati al pianoforte, hanno la funzione di mezzo pedale o continuo.

    In sostanza è la simulazione dell’appoggio del feltro che smorza le corde, in modo “morbido” e progressivo.

    tabella di implementazione midi
    tabella di implementazione midi

    Questo ci fa comprendere come nel midi contano sempre due fattori, per la comunicazione corretta:

    La capacità dello strumento che trasmette e quella di quello che riceve.

    Perciò è sempre meglio confrontare la tabella di implementazione midi, nei manuali, per capire ciò che la propria tastiera, o altro hardware può mandare.

    E altrettanto ciò che può ricevere.

    In aiuto, nel mondo del computer, degli strumenti virtuali e delle Daw (es. Cubase), questi controlli sono assegnabili, modificabili, trasformabili, filtrabili, al bisogno.

     Messaggi di Control Change

    Torniamo al CC. Un altro controllo usato nelle tastiere è la modulation. Quella leva sul lato sinistro, o rotella. A volte un joystick, con due funzioni: una è il CC modulation, l’altra invece la esaminiamo poi, il pitch bender, che non è un CC ma fa’ storia a sè.

    La modulation è il CC n. 1 e si occupa di modulare, di vibrare il suono. E’ usata spesso come comando per varie funzioni nei vst instruments, per la sua comodità di esecuzione

    modulation wheel
    modulation wheel , Control Change n 1

    (solitamente è un comando a molla, che ritorna a ZERO una volta rilasciata, e usabile con la mano sinistra, mentre la destra esegue una melodia) e si presta ad ABBELLIMENTI musicali anche diversi dal vibrato. (Es. Glissati, Armonici, whawha su un vst di chitarra)

    Altri comandi CC tra i più usati: il n. 7 il volume midi. Attenzione che il volume midi non è il volume dello strumento nel senso stretto del modulo sonoro della tastiera musicale/pianoforte digitale o dell’instrument virtuale della DAW.

    Il volume midi si riferisce al singolo canale midi (ricordo, il midi ha 16 canali per ogni “cavo”) e controlla il volume dello strumento assegnato, ma può essere in modo OFF o non essere interpretato dal ricevente.

    E’ però utile per i settaggi nei midifile, per mixare i 16 canali. Assume ovviamente i 128 valori da 0 a 127. In alcune tastiere corrisponde a slider (cursori a slitta), utili anche per comandare altri controlli assegnabili nelle DAW o nei VSTI.

    expression pedal
    PEDALE DI ESPRESSIONE
    control change n. 11

    Il sub-volume, ovvero l’espressione continua (generalmente un pedale tipo staffa organo) è assegnato al CC 11.

    Solitamente nei midifile, settato il volume principale del canale     (il cc7), si può agire in quel range ulteriormente con l’expression CC11 (si pensi ad un crescendo di violini, o ad un diminuendo finale).

    Quindi il cc11 dipende (quasi sempre) dal livello del cc7 di cui diventa un’estensione più accurata, all’interno del volume complessivo del canale.

    Gli esempi appena fatti ci fanno capire quante siano le possibilità dei Control Change, sempre tenuto conto dei reali controlli fisici dell’hardware che trasmette e della stazione ricevente:

    un midifile standard, una tastiera o pianoforte digitale, un altro hardware (un effetto per chitarra, un riverbero, qualunque outboard che riceva il midi) nonchè i virtual instruments sia in modalità StandAlone (cioè funzionanti con un programma proprio) che VST (all’interno di una DAW come  Cubase per esempio).


    Altri Control Change

    Due control change particolari, 00 e 32 sono dedicati alle Bank e correlati ad un comando midi a sè stante: il Program Change, di cui parleremo più avanti.

    Ed ancora, gli altri due pedali del pianoforte digitale, soft e sostenuto (66 e 67), per gli effetti il 91 e 93 (riverbero e chorus), filtri, portamento… ecco una tabella orientativa:

    link dal sito midi.org della tabella control change

    Tutti ovviamente con valori da 0 a 127 e riferiti ad un singolo dei 16 canali.


    NEL PROSSIMO ARTICOLO: IL PITCH BEND, IL PROGRAM CHANGE E L’AFTERTOUCH


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  • free midi audio piano loop pk1

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  • Che cos’è il MIDI?

    Che cos’è il MIDI?

    cos’è il midi? come funziona?

    – il midi suona? – il midi è utile per imparare a suonare?

    un tutorial di facile comprensione per tutti, su cosa sia il midi e a cosa serve.

    Il primo della serie di articoli di approfondimento: https://frankvenice.it/messaggi-midi-note-e-control-change/

    Argomenti principali del video ( testo estratto dal video):

    Che cos’è il midi?  e come funziona il midi suona? può essere utile per imparare a suonare?

    A queste domande risponderemo in questo video!

    Il midi suona?  No il midi non suona, il midi trasmette soltanto dati che possono produrre suoni su un altro strumento musicale elettronico o su un computer provvisto di uno strumento musicale virtuale.

    Il midi può servire per imparare a suonare?

    Io penso di sì: usando un editor midi su un programma dedicato alla registrazione digitale come ad esempio cubase è possibile avere una radiografia, una sorta di lastra una fotografia di ciò che si è appena ha suonato.

    In questo modo è possibile controllare la propria esecuzione.

    E’ possibile infatti vedere su un grafico le note suonate se sono state eseguite a tempo, con quanta forza sono stati premuti i tasti, vedere se un accordo è stato suonato correttamente, controllare in altre parole il proprio modo di suonare.