MIDI EDITOR

Gli editor midi: Editor dei tasti, elenco, score (pentagramma).

Parlando dei midi editor in Cubase, la mia Daw da sempre, in realtà parliamo di editor dei comandi midi, e quindi applicabile anche ad altre applicazioni DAW (Digital Audio Workstation).

I messaggi midi: appunti pratici per comprenderli ed imparare ad usarli

Una spiegazione semplice dei tipi di messaggi midi, con esempi audio , del loro uso pratico abbinato ai controller e all'editor.

by Frankvenice

Dopo aver esaminato le note e i control change, Pitch Bend, Program Change e Aftertouch, e il Sys EX , e aver parlato di Conversioni tra midi e audio e viceversa, o meglio trasformazioni ed estrazioni… ci affacciamo sull’argomento midi editor, gli editor di modifica dei comandi midi.

IL KEY EDITOR

o meglio, l’editor dei tasti, di tipo tastiera pianoforte, è il classico e più immediato editor per i midi, rispetto alle note.

Consente una immediata visualizzazione delle note in un grafico, dove in senso verticale troviamo l’altezza delle note (dal basso note gravi, verso l’alto note acute) e in senso orizzontale la posizione temporale e la durata.  La rappresentazione delle note infatti in midi si compone dei due messaggi di nota on e nota off (o on con velocity 0), che vengono rappresentati come linea orizzontale. Il posizionamento dell’inizio della linea sulla griglia, determina la posizione temporale e musicale, la lunghezza determina il valore musicale (ottavi, quarti…ovvero crome, semiminime…ecc) .

Nella parte bassa, divisa da una linea, sono visualizzati altri comandi midi, e generalmente la velocity. La velocity (intensità della pressione del tasto, della nota) è rappresentata da una linea verticale più o meno alta, allineata all’inizio della nota sulla griglia.

Un accordo prevederà più nota sulla griglia, e più linee di velocity nello stesso punto, con le proprie intensità.

In cima al grafico, una linea di informazioni darà in forma numerica i valori della nota selezionata, e consentirà la modifica precisa, oltre a quella che è possibile fare manualmente anche con i tool (strumenti) del programma, predisposti allo scopo.

midi key editor scala Do
midi key editor scala Do

MIDI DRUM EDITOR

Esiste una forma di key editor chiamata Drum Editor, per le batterie e percussioni, che differisce dall’editor dei tasti per la visualizzazione differente sul lato sinistro, riferito ai tasti che “suonano” i suoni percussivi, e la visualizzazione in forma di losanga, e non di linea. Non ha senso (quasi sempre) parlare di durata musicale del singolo suono percussivo, essendo molto brevi e dipendenti dal campione utilizzato, e quindi la rappresentazione è finalizzata a “vedere meglio” il ritmo dei singoli suoni. E’ comunque possibile intervenire e vedere il valore di durata sulla linea di informazioni numeriche per le note selezionate.

E’ possibile attivare delle mappature per i singoli suoni, per assegnare note midi registrate ad altre, a seconda dello strumento/vst instrument di batteria utilizzato.

midi drum editor batteria
midi drum editor batteria

Rispetto ai comandi midi diversi dalle note, il key editor può rappresentarli con linee e forme continue nel bordo inferiore dell’editor, sempre allineate alla griglia del tempo, e quindi sarà possibile vedere la modulation, il pitchbender, il sustain e spostarli o modificarli di conseguenza all’editor operato sulle note.

LIST EDITOR, EDITOR ELENCO:

Presente nelle versioni maggiori di cubase, il list editor è la rappresentazione del midi in senso sequenziale. Una lista di eventi dall’alto al basso, con tutti i parametri, e una rappresentazione temporale grafica a fianco, danno modo di comprendere quali eventi sono trasmessi prima di altri, nonchè di rappresentare meglio quelli che non sono strettamente collegati alle note.

midi list editor scala Do_ con eventi di sustain pedal

Si pensi a quanto detto per il program change: Se è necessario mandare anche il CC bank 00 e 32, questi devono precedere il program change, per essere efficaci. Dal list editor sarà possibile controllare e modificare la posizione temporale (anche di pochi istanti) per consentire la corretta sequenza dei comandi.

Così come per i messaggi di Sys Ex, o altri control change.

Per fare ciò è anche possibile filtrare la visualizzazione dei tipi di evento, così da focalizzare l’attenzione sui messaggi da editare, e ritrovarli facilmente.

Ogni riga porta il tempo di griglia, ovvero le battute in formato 1.1.1.0, e consente quindi di ritrovare la posizione temporale dell’evento da controllare, cioè le informazioni della riga informazioni del key editor, viste però in un elenco sequenziale.

SCORE EDITOR: il pentagramma:

In cubase è possibile ricavare il pentagramma dal midi, o meglio visualizzare le note midi in formato musicale.

Va detto subito che questo editor è particolare e non di utilizzo immediato, cioè automatico per avere una visualizzazione utile al musicista e ordinata come ci si aspetta.

Se le note midi sono perfettamente quantizzate, cioè suonate perfettamente a tempo e con durata perfettamente regolare, la visualizzazione potrebbe essere corretta.

Ma nella realtà, suonando liberamente, per quanto precisi, le note saranno un po’ prima o dopo il tempo, e la durata sarà magari più o meno lunga. Questione di poco, ma abbastanza per ingannare l’editor che rappresenterà le note.

Esiste quindi una “quantizzazione grafica”, che si occupa di approssimare le note visualizzate al valore più prossimo al reale. Occorre quindi dare indicazioni circa il materiale da rappresentare, anche in ordine di altezza musicale: si pensi al doppio pentagramma per un pianoforte, o alle chiavi diverse da quella di violino per strumenti o cantanti.

Lo score editor è quindi uno strumento complesso e non di fruizione pratica immediata, anche se può dare una rappresentazione differente e più musicale dell’editor dei tasti (Key editor).

D’altra parte, si può cominciare a scrivere a matita dallo score, per comporre e far suonare la propria opera, anche se non è così veloce, e l’esecuzione sarà meccanica, perchè priva del “groove” del musicista.

midi score editor scala Do_
midi score editor scala Do_- da midi perfettamente quantizzato

ALTRE FUNZIONI DI MODIFICA E UTILIZZO DEI COMANDI MIDI IN CUBASE

Midi come remote:

Un utilizzo del midi per le daw è quello delle superfici di controllo, ma anche della stessa tastiera musicale.

Fin dalle prime versioni su ATARI (anni ‘90, sigh…i miei inizi col midi) Cubase prevedeva il generic remote, assegnando dei comandi di controllo del programma a dei tasti musicali dell’ultima ottava della tastiera, con un tasto che fungeva da attivazione generale.

Ora sono mappabili tutti i messaggi su una interfaccia di remote, quando invece si utilizzano le superfici di controllo, queste prevedono l’installazione di periferiche in Cubase, con la possibilità di interfacciarsi col programma.

Insomma il midi diventa un remote, un telecomando, sia per i pulsanti di trasporto (play, rec…ff,rewind stop) che per volumi, solo, mute, arm rec…. e tutto ciò che sia assegnabile.

Quindi la modulation o il cursore della superficie di controllo midi dedicata diventano il volume o il panning di una traccia, o un comando di gain dell’equalizzatore.

Così come il pedale di sustain può attivare il rec lasciandoci le mani libere per suonare, e attivando il registratore al momento opportuno, per un punch in e out preciso.

esempio generic remote cubase : i pulsanti della remote novation zer0sl assegnati a funzioni di trasporto o visualizzazione progetto

INPUT TRASFORMER

La trasformazione dei messaggi midi

Questa interfaccia di Cubase è una funzionalità molto utile per veicolare un messaggio da un controllo all’altro, in modo da colmare una lacuna, o agevolare il controllo di un particolare vst o hardware esterno.

Mi spiego meglio: se mi manca un comando di volume, ma la mia tastiera ha la modulation, posso trasformare il Cc1 in cc7, registrando così il controller di volume agendo sulla leva della modulation. Così come posso filtrare dei comandi ed eviitare di registrarli. Oppure posso trasformare le note in ingresso in altre, utile per esempio per assegnarle a diversi suoni percussivi, suonati live. (Perchè si può anche fare poi dal drum editor).  Insomma usare un comando per ottenerne un altro, questo è l’input trasformer, che funziona in modo globale o di singola traccia, con l’utilità di usare solo per quelle che necessitano, la trasformazione o il filtro.

Anche filtrare i messaggi di un singolo canale, aiuta a risolvere il problema di tastiere che suonano più canali contemporanemente, in modo da registrare solo un canale per traccia. (Anche qui è sempre possibile agire a posteriori con un comando di remix, di esplosione della parte multicanale in più tracce ovviamente).

input trasformer_filtrocanali_passa solo ch 1

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Il midi è un sistema che trova molte possibilità sia nelle Daw sia nell’Hardware esterno e strumenti musicali elettronici. Occorre comprenderlo per poterlo usare nel migliore dei modi.

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