I messaggi midi: appunti pratici per comprenderli ed imparare ad usarli

Una spiegazione semplice dei tipi di messaggi midi, con esempi audio , del loro uso pratico abbinato ai controller e all'editor.

by Frankvenice

Dopo aver esaminato le note e i control change, continua la descrizione dei messaggi midi: in quest’articolo parleremo di Pitch Bend, Program Change e Aftertouch.

Il link al primo e precente articolo : Messaggi midi: note e control change

Messaggi midi: Pitch Bend

Il pitch bend : la leva dell’intonazione temporanea delle note suonate, che ci permette quell’effetto di passaggio continuo di uno o più semitoni (di default un tono sotto e uno sopra) ha un controllo proprio, dove lo Zero è il valore centrale, e i valori (ben 16384!) oscillano tra n-negativo e n-positivo, come spiegherò meglio più avanti.

Il sistema stabilisce il range a cui si applicano questi valori, solitamente due semitoni sotto e sopra, ma talvolta anche una o più ottave.

Utile per esempio per glissati di basso, di sax, ed usata in combinazione con la modulation (che invece è il CC1 come già visto), e difatti a volte presente fisicamente come joystick unico:

(sx e dx pitch e spingendo avanti la modulation, con ritorni a molla).

pitch bend joystick

A volte invece con comandi separati, a rotella:

 

modulation e pitch in comandi a rotella separati

o a sfioramento:

pitch (touch controller, sfioramento col dito) e modulation bar (leva a pressione)
controllo pitch ad infrarosso, avvicinando la mano

 

 

o tramite comandi ad infrarosso, avvicinando e allontando la mano alla fotocellula

(tecnologia D-BEAM di Roland, foto dalla mia AxSynth, sintetizzatore a tracolla)

 

 

Anche il pitch bend, per il suo comodo posizionamento sulle tastiere musicali,  si presta ad essere assegnato ad altre funzioni: accendere e spegnere il soft/fast dell’organo hammond, piuttosto che spostare in altra posizione per i chords, lo strumming di chitarra virtuale.

VALORI MIDI DI PITCH BEND:

Tenendo presente che essendo un comando continuo e molto dettagliato nello spostamento dei centesimi di frequenza, i valori che può assumere sono 128×128= 16384, ovvero 8192 positivi e altrettanti negativi.

Lo Zero rappresenta il punto intermedio cioè nessuna variazione di pitch, ovvero di frequenza, come si diceva all’inizio. Nel midi in realtà vengono inviate due coppie di valori da 0 a127 , quindi 128×128 valorI: cambia il modo di rappresentarli, o come coppie o come un valore unico, ma è la stessa cosa.

E’ più facile da capire guardando le immagini di Cubase, nella prima il monitor midi, nella seconda l’editor elenco, della identica parte midi: VALORE zero, tutto positivo e tutto negativo ovvero 2 semitoni sopra e due sotto, e ritorno a zero:

midi monitor_valori min_max _pitch_bender cubase

I valori in bianco sono il reset dello stop di cubase, che resetta, riporta a zero il pitch, per evitare che resti “appesa” la variazione e quindi resti “stonata” tutta la parte seguente, in caso di stop e start, durante l’editing.

Da tenere presente, quando si edita un midifile, di non tagliare il valore zero finale, altrimenti potrebbe restare appeso sullo strumento ricevente, (in assenza di altro reset)  e quindi ogni nota successiva resterà “stonata”!

editor elenco valori pitch bend cubase

Messaggi midi: PROGRAM CHANGE

Quando cambi il programma sul televisore, digiti un tasto, un numero sul telecomando.

Nel midi succede la stessa cosa. Il comando di program change, che segue sempre il canale su cui è inviato (uno dei 16) comunica quale dei 128 suoni vuoi richiamare sul tuo strumento ricevente. Oppure locazioni di memoria per effetti, per esempio di chitarra, o qualunque outboard.

Il comando è semplice, tuttavia è soggetto all’indirizzo delle bank, ovvero i banchi di memoria.

Se infatti i suoni/memorie sono maggiori di 128, sono organizzati in banchi. I banchi sono selezionati dalla coppia di Control Change 00, 32 , con valori da 0 a 127 ciascuna: quindi da un numero teorico di preset richiamabili davvero grande!

Una volta entrati nel banco, ogni cambio di program change resterà in quel banco fino a che non verrà trasmessa una coppia nuova di CC 00 e 32, che quindi devono sempre precedere il prg change.

Esiste una codifica dei suoni standard, che permette a un midifile di suonare suoni equivalenti: Si tratta del formato GM General Midi, che stabilisce una tabella ordinata di suoni.

In questo modo il prg 1 sarà sempre un pianoforte acustico, il 2 un piano bright, il 50 una sessione di violini, i suoni di basso dal 33 in su…

Il General midi ha poi avuto nel tempo delle estensioni, con delle varianti. Deriva in origine dal GS , un sistema precedente che si trovava nelle tastiere Roland, mentre il GM è stato adottato come compatibilità anche da altri costruttori, pur variando ognuno nella qualità e colore della timbrica, ma mantenendo la stessa assegnazione del programma allo strumento:

PORZIONE DI TABELLA SUONI GM

I program change sono però anche usati in assegnazione ai preset per gli effetti hardware, e solitamente programmati nelle sequenze midi dalla Daw per i live, o tramite pedaliera, per richiamare memorie di effetti e suoni, o loro combinazioni.

Quindi l’utilizzo è pressochè semplice e l’invio dei messaggi avviene tramite pulsanti dalle tastiere, sia in abbinamento dei pulsanti che richiamano i suoni di bordo, sia con dei pulsanti dedicati, anche in forma + e – , o ancora tramite composizione numerica o rotella di selezione.

Ricordando che si tratta sempre di un numero da 0 a 127, o meglio in questo caso si usa codificare da 1 a 128, nello speficico canale, dopo aver selezionato, se presente, un comando di bank (cc 0 e 32). Ecco come appare in un file midi:

coppia CC0_32_e PRG CHANGE_CUBASE EDITOR ELENCO

Messaggi midi: AFTERTOUCH

Una tipologia di messaggio particolare, che deriva dal comando sulla tastiera: può essere un pulsante, una rotella, ma nelle tastiere musicali che lo prevedono, un sistema meccanico di post-pressione del singolo tasto bianco o nero.

È come un ulteriore “scalino” after, dopo la pressione del tasto: tenendo premuto e premendo ancora si supera un piccolo scalino appunto. Si agisce su un interuttore che attiva questa funzione midi particolare, che è assegnata dallo strumento ricevente ad effetti particolari, o allo stesso vibrato della modulation.

Ne esistono quindi di due tipi, di nota o di canale (chiamato Poly Pressure e Channel Pressure), a seconda delle tastiere. Ma anche quelle con l’aftertouch comandato dai singoli tasti bianchi e neri potrebbe essere soltanto di canale.

Ma a che serve l’aftertouch? Hai presente il vibrato ottenuto con la modulation? Per esempio, potrei suonare la melodia con la destra, e la sinistra impegnata negli accordi, su una tastiera spezzata.

Volendo vibrare una nota, magari lunga e non immediatamente (vibrato delay) , posso premere il famoso scalino e attivare il vibrato semplicemente premendo più a fondo il tasto (bianco o nero).

Oppure posso usarlo muovendolo il comando a rotella, o assegnato ad un pedale…

DISCLAMER: spero tu non stia tentando di rompere la tua tastiera: consulta il tuo manuale, sono poche le tastiere con aftertouch sui tasti bianchi e neri, alcune hanno soltanto comandi sul pannello. NON sono responsabile se stavi sforzando la meccanica della tastiera, sii delicato, se non va giù, allora non c’è!

E’ quindi una funzione accessoria, non presente su tutte le tastiere, ma che aumenta le possibilità espressive da trasmettere col midi.

Può essere usato anche per attivare un filtro in un synth, o qualunque controller su uno strumento virtuale  (vst instrument). Assume i consueti valori da 0 a 127, per ognuno dei 16 canali.

rotella aftertouch di canale su ax synth roland – è quella nera a sinistra inferiore, dell’impugnatura, vista di profilo, essendo, ax synth, uno strumento tipo chitarra a tracolla.

 


NEL PROSSIMO ARTICOLO: SYS EX, SISTEMA ESCLUSIVO (il “dialetto” del midi), e altri messaggi

link all’articolo precedente sul midi: Messaggi midi: note e control change


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