Consigli su come registrare la propria voce in casa

E’ arrivato il momento di registrare la voce della tua canzone: come fare?

Ecco alcuni consigli pratici per registrare la propria voce nel miglior modo possibile, a casa propria.

Inanzitutto, occorre disporre della minima strumentazione necessaria: Un computer, un software adatto, una scheda audio, una cuffia, un microfono. Qualcosa d’altro? Sì una acustica della stanza senza rimbombi, riverberi non desiderati, asciutta insomma.

Naturalmente qui diamo per scontato che tu abbia già inserito, nella tua DAW, il tuo software di registrazione, la base, il tempo per il click, la traccia guida eventuale, e che tu abbia concordato i parametri di registrazione (frequenza e bit di risoluzione, ad esempio khz 44.100 o 48.000 e 16 o 24 bit), predisposto il miglior suono per la cuffia, con la minor latenza possibile impostando il buffer al minimo possibile, o sfruttando i DSP della scheda (se li possiede) per un riverbero e compressore di solo ascolto.

Ricorda: dovrai registrare DRY, pulito senza effetti di nessun tipo, senza distorsioni (occhio ai volumi in ingresso!) e fornire tracce assolutamente “limpide come natura crea” al fonico/arrangiatore/editoraudio/musicista che seguirà la fase successiva!

Il microfono

microfono dentro schermo vocal booth
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Ma andiamo per gradi: Supponiamo che hai già tutto il necessario, e che ti sei già attrezzato di microfono, scegliendo tra condensatore o dinamico. Come dici? Allora il dinamico è quello che afferri come un gelato (non sempre, ma solitamente sì), il condensatore è quello “appeso” all’asta che vedi negli studi, di varie forme, rettangolare o quadrato, ci canti di lato, non lo impugni.

Non è sempre vero, ci sono altri parametri che identificano anche il tipo di ripresa (cardioide, omni, figura otto…) e di microfono, ma per semplificare ora li inquadriamo così. Cosa li differenzia? La capacità di captare suoni in modo più duro per il dinamico, cioè ci devi stare vicino, mentre il condensatore, più raffinato, capta suoni anche a diversi metri di distanza, in modo più dettagliato nelle frequenze, e nella dinamica.

Una definizione sicuramente grossolana, anche troppo, ma sufficiente per capire che se hai problemi di acustica, un buon dinamico sarà una ottima scelta. Diversamente dovrai risolvere con tappeti, coperte, cappotti, quanto hai in casa da appendere attorno alla postazione per togliere le prime riflessioni che rovinerebbero la registrazione.

Lo schermo a mezza luna “VOCAL BOOTH”

Una soluzione poco costosa (attorno ai 100 euro circa) consiste nell’acquistare uno schermo, di quelli a mezza luna, con l’asta per sorreggerlo (pesano) da posizionare attorno al microfono. In sostanza blocca le prime riflessioni della voce, e la voce stessa che si attenua nella stanza  (anche per buona pace del vicinato). Non è un sistema insonorizzante, ovviamente, ma risolve discretamente magari integrando con qualche pannello, il problema dell’acustica.

 

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Prima di Registrare la prima take

Prima di procedere con la prima take, riscalda la voce, prepara bene il testo su un leggio, una matita per prendere appunti, e ascolta la base, e il metronomo.

Regola i volumi della base e della voce, e complessivi, facendo attenzione a non tenere la cuffia troppo alta, sopratutto attento al metronomo (il click), picchia in modo tremendo e potrebbe entrare nella tua registrazione, rovinandola.

Fai qualche prova, verifica il livello del microfono cantando i punti più alti della canzone, più forti in volume. Trova la posizione ideale, una spanna dal microfono, bello centrale rispetto alla capsula e mantieni sempre quella posizione in modo comodo e naturale.

Se ti sposti avrai take diverse, e sarà difficile poi fare un collage, il comping, cioè mettere assieme i pezzi migliori di ogni ripresa, per ottenere un buon risultato. Le take devono risultare omogenee, altrimenti ne sceglierai una sola e butterai il resto…

 

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Pronti? Via, si registra.

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REC, premuto, si parte. Quando canti dovrai tenere sempre a mente di sostenere le note fino in fondo, quindi respira per tempo e fa’ attenzione all’intonazione.

Fermati e studia il passaggio che non viene bene, ripetilo e se hai una tastiera suona le note, o senti la guida (se hai una traccia guida di riferimento) e cantaci assieme. Poi torna a registrare.

Non insistere troppo, non stancare la voce. Se la take è soddisfacente, procedi.

Piccoli errori di intonazione si correggono in editing audio, con gli strumenti adatti e con un bravo professionista che li sappia usare. Una bella esecuzione, anche non perfetta, è preferibile alla 150esima take tecnicamente ineccepibile, ma stanca e senza cuore ….

Il Riascolto

Le orecchie friggono, probabilmente non sai più cosa stai ascoltando. Hai finito la sessione. Lascia decantare il cervello, ascolta altro, rimanda ad un altro giorno il RIASCOLTO CRITICO di ciò che hai registrato. Solo così potrai capire se hai fatto un buon lavoro, oppure devi ricominciare da capo.

D’altra parte il vantaggio di registrare la propria voce a casa, da soli, con i proprio mezzi non determina costi, solo un po’ di tempo. E quindi puoi sempre pensare di rifare da capo, cosa che in uno studio a pagamento comporterebbe ore in più da pagare.

Confronta le take, prendi appunti e segnati quali pezzi e di quali take sono buoni, risenti la guida, controlla intonazione, tempo, ritmo, scansione e dizione delle parole, espressione, picchi.

Il comping, assemblare i pezzi migliori

A questo punto potrai scegliere i pezzi migliori delle tue take, a patto che siano omogenee (magari con le prime la voce era fredda, le ultime era stanca, su qualcuna eri spostato dal microfono ed è più cupa o brillante) e che non si noti il COLLAGE, PUZZLE, insomma l’assemblaggio.

Potrai così ottenere la migliore traccia, che passerà poi all’editing, a cura del fonico/arrangiatore/editor audio/musicista ovvero chi ti ha seguito e seguirà il tuo lavoro nei passi successivi.

Puoi leggere anche questo articolo sull’argomento: Il servizio di audio editing manuale con Melodyne

Inviare le tracce

Con il fonico/editoraudio/arrangiatore/musicista, chi ti segue, avrai stabilito se inviare una o più tracce, vocali, magari anche eventuali tracce cori: mandale in modo ordinato, e renderizzando (esportandole) dal punto di partenza della base, in modo da poterle sincronizzare facilmente.

Le tracce audio che trovi nelle cartelle audio potrebbero non essere “tagliate” correttamente. Ad esempio Cubase registra – tramite prerecord in RAM , di default – un secondo prima, proprio per non tagliare inavvertitamente lo start, e quindi consegneresti una traccia fuori sync, se la copi come sta dalla cartella audio.

Usa i locatori/marker , i sistemi previsti dalla tua DAW, facendo attenzione a esportare in modo DRY, SENZA PASSARE PER EFFETTI, sul MASTER o sulle TRACCE. Esporta in wav, alla frequenza e risoluzione stabilita, in tracce mono (la voce sarà sempre mono, sono gli effetti che la rendono “stereo”).

E se hai bisogno di aiuto…

Ti ricordo i miei servizi: la creazione della base della tua canzone inedita, con l’arrangiamento e la predisposizione per poterla registrare, e successivamente l’editing audio manuale e il mix con la base della tua registrazione vocale. Potrai quindi pubblicarla, o cantarla dal vivo nelle tue serate.

N.B.: Questo non è certamente un trattato, sono semplici consigli di base per chi comincia a realizzare in casa le prime canzoni. Ma se applicherai quanto ti ho detto, potrai ottenere un buon risultato!

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