Come uscire dal giro di DO

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Uscire dal  tunnel

Do maggiore, La minore, Re minore, Sol Settima. Ecco, ci siamo impantanati lì. Vero che ci sono fiumi di canzoni che hanno passato i tempi su questo giro, o sull’analogo in altre tonalità.

Però spesso è per pigrizia “musicale” , o per poca pratica di armonia, diciamo dimestichezza con gli accordi e con il “modo di arrivarci” , che si insiste nel giro.

Esci dal tunnel del giro di DO. Ti prego, fallo per amore di tutti gli altri accordi, che sono lì per servirti. Scoprirai un mondo.

Essere ripetitivo, non significa essere orecchiabile. Significa essere pedante, fastidioso, insistente, noioso. E se non succede nulla di nuovo, nella canzone…. l’ascoltatore si stanca e passa oltre.

Bene allora vediamo come possiamo fare.

Ascolta il GIRO DI DO: DO LAm REm SOL 7

Accordi vicini

Do Maggiore è il nostro accordo di partenza, la nota chiamata TONICA, della scala di Do maggiore, il DO è il punto di partenza. Orbene, possiamo esplorare la 4 e la 5 nota (sottodominante e dominante), ovvero il FA E IL SOL, come note ma anche come accordi. Quindi potremo deviare verso il FA MAGGIORE  (note FA-LA-DO) E IL SOL MAGGIORE (senza la settima, ovvero le note SOL-SI-RE, e non SOL-SI-RE-FA).

Ma potremmo anche andare oltre, e tentare un MI MAGGIORE e poi ricadere sul La minore del nostro giro o andare al FA MAGGIORE. DO Maggiore, Mi Maggiore, Fa maggiore, Sol settima, Do maggiore.

Questo perchè cambiare accordo ci porterà una novità per la melodia,  dovremmo  “andargli dietro”. Non si tratta di cambiare gli accordi tanto per variare, a caso, ma di aprire una strada da percorrere con la melodia della canzone, una piccola deviazione, salvo poi ritornare sui sicuri passi del giro iniziale.

Il concetto è di esplorare accordi (maggiori o minori) di tonalità vicine o comunque che si prestano ad orecchio ad una variazione melodica. Non è un metodo difficile, semplicemente camminando sulle note della scala del tuo accordo trovi note che diventano la base per l’accordo successivo, e lo poni in relazione poi coi successivi.

Qualche esempio qui, per capire:

Ascolta gli accordi vicini:

Cambio di durata dell’accordo sul giro

Una delle difficoltà che affronta chi non riesce ad uscirne,  è quella di lasciare il porto sicuro della durata sempre uguale degli accordi: cambio ogni battuta. Il giro è sempre per una battuta di 4/4 per cui 1,2,3,4 cambio, 1,2,3,4, cambio… Che noia!

Ci sono accordi di “passaggio” per cui impegnano un solo quarto (per esempio) e introducono una variazione ritmica che ci desta dal solito ripetersi dei 4 accordi, e prelude ad una variazione successiva.

Oppure impegnano due quarti, per cui in una battuta avremo due accordi di pari durata.

L’importante è contare, e contare con gli accenti giusti. I chitarristi sono la disperazione mia…. Sblim,sblim,sblim…. aggiungono quarti a caso, o mezze battute tanto per far stare il testo della canzone o perchè si perdono per strada.

Gli ACCENTI sono importanti: Uno forte, due debole, tre mezzoforte, quattro debole.

Quindi attenzione a come sviluppi la ritmica, e a come inserisci la variazione armonica.

Ascolta il cambio di durata:

Maggiore e Minore

Una altra alternativa per uscire dalla monotonia può essere quella “modale”, passare ad accordi minori.

Intendiamoci, non è come al banco del pesce, prendo quel che mi sembra fresco e in offerta. C’è un perchè in tutte le scelte. Ma se la canzone lo richiede, potrebbe essere utile un giro, un passaggio di accordi minori, per poi ritornare in una tonalità maggiore e ridare slancio al brano.

Qualche esempio per chiarire cosa sto dicendo:

Ascolta l’alternativa Maggiore e Minore:

Cambio di tono

Un altra opzione, nulla di nuovo ma spesso dimenticata da chi inizia a scrivere canzoni, è il cambo di tono, salire di un tono. Stesso giro, stessa cosa ma un tono sopra (o anche un semitono a volte).

Ci si può arrivare in modo netto, oppure con accordi e variazione di passaggio.

Per cui, nel nostro esempio DO LAm REm SOL7 avremo il giro di RE:

RE Sim Mim LA7

Ascolta il cambio di tono, un tono sopra, giro di RE:

Conclusione

Le strade che puoi intraprendere in realtà sono molte, e dipendono dalla tua capacità di riconoscere le note, di conoscere le scale, visualizzare gli accordi e le note in comune fra loro, in modo da “navigare” in modo fluido.

Non necessariamente ci deve essere un legame, ma per iniziare muoversi in “acque tranquille” è meglio che cercare improbabili accordi con la 5bemolle al basso piuttosto che quelle equazioni terribili che ci vuole la calcolatrice per definirli.

Ma un po’ di prove vale la pena farle, e questo porterà aria nuova alla tua composizione.

Sembrano cose banali quelle scritte fin qui, ma purtroppo al mio orecchio continuano ad arrivare canzoni su giri ripetitivi di quattro accordi, senza sosta, senza espressione, senza novità, che dopo un po’…. stufano. Ci fanno anche dei “successi” in termini di ascolto, ma durano poco e si passa alla successiva, sempre uguale.

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Ti regalo l’ultimo esempio completo di arrangiamento, per riepilogare un po’ le cose dette. C’è anche uno spartito con gli accordi utilizzati. Puoi scaricarlo anche in versione pdf, e inventare la tua melodia.

Ascolta l’esempio completo a partire dal giro di DO:

partitura
Gli accordi dell’esempio completo che stai ascoltando

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Ultimo consiglio

Non ho una conclusione, perchè è un argomento sempre aperto e ampio, qui volevo stimolare un primo tentativo per la tua creatività.

Però accetta questo consiglio: non buttare giù la tua canzone di getto, e poi pensare che sia intoccabile. Abbi il coraggio di cambiare, di stravolgere, di inserire cose diverse, di cancellare parti meno brillanti (anche del testo), abbi un ascolto critico e analitico, non è tutto bello o tutto brutto.

Quattro note e due accordi sono un buon inizio, ma chiediti come potresti far volare le tue idee musicali, sorprendi te stesso e l’ascoltatore con una novità, uno special, due righe diverse del brano che sottolineano un passaggio importante, un concetto!

Solo così potrai davvero migliorare le tue capacità, posto che alla base un po’ di studio, un po’ di ore perse a provare e a capire dove vanno le note sui tasti di una chitarra, pianoforte o sul pentagramma, sono il minimo che puoi fare per non ricadere nel solito banale Do Maggiore, La minore, Re minore, Sol 7 e in tutti i giri simili….

Buone composizioni, e se hai bisogno di me, i miei  recapiti sono alla pagina contatti!


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