Il 20 maggio 2025 segnerà la fine di un’era per molti musicisti e produttori: Steinberg dismetterà definitivamente il sistema eLicenser, la chiave di protezione USB utilizzata per attivare molti dei suoi software, incluso Cubase. Questa decisione, annunciata dalla compagnia, ha generato interrogativi e preoccupazioni tra gli utenti, che ora si trovano a dover navigare tra le nuove opzioni di licenza.
Cosa Succede il 20 Maggio 2025?
Dopo tale data, i server eLicenser verranno spenti. Ciò significa che:
Impossibilità di riattivare licenze: Non sarà più possibile riattivare software che utilizzano eLicenser.
Niente più trasferimenti di licenze: Il trasferimento di licenze tramite eLicenser Control Center non sarà più disponibile.
Aggiornamenti futuri: Steinberg avverte che dopo il 20 maggio 2025, per aggiornare i software sarà necessario “ricomprare Cubase da zero”.
Opzioni per gli Utenti di Cubase
Gli utenti di Cubase si trovano di fronte a diverse opzioni:
Passaggio a Steinberg Licensing: Le versioni più recenti di Cubase utilizzano il nuovo sistema Steinberg Licensing, che non richiede la chiavetta USB. Gli utenti con versioni precedenti possono valutare l’aggiornamento per beneficiare di questo sistema.
Continuare ad utilizzare la versione attuale: Chi possiede una versione di Cubase attivata con eLicenser potrà continuare a utilizzarla, ma senza la possibilità di riattivazioni o trasferimenti futuri.
Considerare l’aggiornamento prima della scadenza: Aggiornare a una versione di Cubase che utilizza il nuovo sistema di licenze prima del 20 maggio 2025, per evitare la necessità di ricomprare il software in futuro.
E le versioni minori (LE AI ELEMENTS) con SOFT LICENSER?
È fondamentale sottolineare che la dismissione dell’eLicenser non riguarda solo le versioni “Pro” e “Artist” di Cubase,ma impatta anche le versioni minori come Cubase LE, AI ed Elements, che spesso utilizzano il Soft-eLicenser. Anche chi utilizza queste edizioni più economiche o incluse con hardware Steinberg dovrà affrontare la transizione al nuovo sistema di licenze. Ignorare questo cambiamento potrebbe portare alla perdita dell’accesso al software dopo il 20 maggio 2025, rendendo cruciale l’utilizzo dei voucher per trasferire le licenze al proprio Steinberg ID.
Voucher per la Transizione al Nuovo Sistema di Licenze
Steinberg ha messo a disposizione dei voucher per facilitare il passaggio al sistema Steinberg Licensing. Questi voucher sono essenziali per trasferire le licenze dai vecchi dispositivi eLicenser al tuo profilo Steinberg ID. Questo processo garantisce la continuità nell’utilizzo dei tuoi prodotti Steinberg, inclusi Cubase e il software fornito con le interfacce audio della serie UR, dopo la dismissione di eLicenser.
Verifica il tuo account Steinberg e le comunicazioni ufficiali di Steinberg per istruzioni dettagliate su come ottenere e utilizzare questi voucher.
Cubase 12 e Steinberg Licensing
È importante sottolineare che Cubase 12 e le versioni successive utilizzano esclusivamente il sistema Steinberg Licensing. Pertanto, se possiedi una versione precedente di Cubase o altri prodotti Steinberg che si basano su eLicenser, l’utilizzo dei voucher è fondamentale per aggiornare le tue licenze. Questo passaggio ti permetterà di sfruttare appieno le ultime funzionalità e garantire la compatibilità futura con i prodotti Steinberg.
Consigli per gli Utenti
Verificare quali software Steinberg utilizzano eLicenser.
Valutare l’aggiornamento a versioni con Steinberg Licensing, se necessario.
Eseguire un backup delle licenze e dei file di installazione.
Visitare il sito di supporto Steinberg per ulteriori informazioni e aggiornamenti.
Steinberg Licensing è l’unico sistema che resterà attivo, poichè offre maggiore flessibilità e facilità d’uso, eliminando la necessità della ormai vetusta chiavetta USB.
Conclusione
La chiusura di eLicenser segna un cambiamento significativo per gli utenti di Steinberg. È fondamentale informarsi e agire per tempo, per garantire una transizione senza intoppi.
AGGIORNAMENTO: VIDEO E LINK PER GESTIRE GLI UPDATE E UPGRADE DA ELCC A SAM, dopo il 20 maggio 2025
LINK per info e download vecchio ELCC per ripristino vecchie licenze su usblicenser funzionante.
I videotutorial al pianoforte su Gumroad: scopri un nuovo modo per imparare e migliorare
Se desideri imparare a suonare il pianoforte in modo pratico ed efficace, su frankvenice.gumroad.com troverai una nuova collezione di videotutorial al pianoforte, progettati con cura per offrirti un’esperienza didattica completa e approfondita, ben oltre i contenuti gratuiti disponibili su YouTube.
Cosa rende questi videotutorial unici?
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Nei video suono il brano dal vivo, accompagnato da una tastiera virtuale con tasti che si illuminano in tempo reale, mostrando esattamente cosa suonare.
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Inquadrature ravvicinate vengono utilizzate per spiegare i passaggi più complessi in dettaglio, semplificando l’apprendimento.
Il tutto è spiegato in modo semplice e diretto, per essere accessibile anche ai meno esperti.
Un metodo pratico e innovativo
Il mio approccio è pensato per aiutarti a sviluppare una memoria visiva, uditiva e muscolare dei passaggi armonici del brano, creando una tua banca dati personale di movimenti e sonorità. L’obiettivo è farti imparare a suonare in modo consapevole e creativo, evitando il rischio di suonare “a pappagallo”.
Brani italiani e internazionali
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Ecco il video sull’argomento dal mio canale YOUTUBE.
Attenzione! Usa le cuffie o le casse in stereo ben disposte per cogliere le differenze. Usa i CAPITOLI cliccando qui sotto o sulla barra del video, per passare da un punto all’altro del Tutorial Visita il mio sito e iscriviti al canale!
— —————————– attenzione: — la versione di cubase è la PRO 11, alcune versioni minori/precedenti potrebbero non avere alcune delle caratteristiche necessarie viste in questo video. —
30:00 filtro di visualizzazione mixer tipo traccia gruppo ed effetto
31:15 creazione tracce gruppo e effetto anche da connessione audio (f4)
32:00 saluti e raccomandazioni: ISCRIVITI In questo video ti spiego la differenza con esempi dell’uso dei due tipi di tracce ausiliarie in CUBASE, GRUPPI E EFFETTI.
— —————————– attenzione: — la versione di cubase è la PRO 11, alcune versioni minori/precedenti potrebbero non avere alcune delle caratteristiche necessarie viste in questo video. —
Scrivere una Canzone: un desiderio di molti. E’ un momento liberatorio, e quindi spesso spontaneo e senza regole.
Però poi la canzone non sta in piedi, perchè qualche regola, o meglio una strada coerente va presa.
Non si va da nessuna parte girando e zigzagando su se stessi, qualunque sia la meta, qualunque sia il mezzo e la via che si intraprende.
Parole che SUONINO
Una definizione che sentii da un noto Cantautore Italiano, di suo spericolato nei testi complessi, tale C.B., che faccio mia:
“QUELLI CHE SCRIVONO PAROLE DI CANZONI,
DEVONO SCRIVERE PAROLE CHE SUONINO”
Io con le parole non ho proprio un ottimo rapporto, di una canzone sono colpito dalla musica, ascolto le parole proprio come suoni, le sillabe come ritmi sulle armonie della canzone, come suono proprio.
(Poi casomai, vado a leggere anche il significato…giusto per…. ma a volte me lo suggerisce la musica… e il suono stesso della parola.)
Contare prima di cantare
Non ho regole o consigli precisi da proporre o imporre a nessuno, ma mettetevi nei panni di chi prende le vostre canzoni e ci deve metter mano per trovare la quadra.
A meno di non essere davvero esperti conoscitori della materia, prima di fare eccezzioni, occorre conoscerle bene le regole. O almeno porsi il problema.
E vale sopratutto per quelli che affermano di aver suonato al Conservatorio, omettendo il fatto che non gli hanno mai aperto!
Partiamo da una cosa facile: Contare fino a 4.
1,2,3,4. Credo che tu ce la possa fare.
Anche contare fino a 6: 1,2,3, e 4,5,6. Più difficile?
Perchè buona parte delle canzoni sono in 4/4 o 6/8, o almeno sembra essere per chi, chitarra alla mano, sgrattugia gli accordi con un ritmo “libero”… di aggiungere quarti al bisogno. (*TIPICAMENTE di chi si ostina a far stare tutta la parolona oltre l’ultima battuta del verso)
L’errore tipico infatti è quello determinato dalla lunghezza delle parole, e dagli accenti. L’Italiano, lingua molto bella ma complessa richiede un po’ di attenzione.
E quindi contare, come dicevo prima fino a 4 o fino a 6, a seconda del tempo e ritmo prescelto, serve per capire se la frase che hai scritto sta in piedi o no.
In questo dicevo COERENZA. Non puoi aggiungere e togliere a piacimento, perchè hai scritto un verso a tuo giudizio incommensurabile, ma che non sta col resto del brano.
Se Dante ha scritto in endecasillabi, non per questo ti si chiede di fare altrettanto, nè di far la rima baciata per forza.
Ma di assumere una metrica e rispettarla in tutte le altre righe, nonchè pareggiarla nelle strofe successive, sì.
Come inquadrare una metrica di riferimento
Come fare?
Potresti, ad esempio prendere un testo di canzoni famose e simili a quel che vuoi ottenere, e studiarne un po’ la ritmica.
E tenerlo sott’occhio per scrivere con la stessa cadenza, con gli stessi accenti, il tuo.
Voi mi “corrigerete”
Avere il coraggio di correggere e cambiare le frasi o le parole, mantenendo il senso. Cancellare.
Sì hai capito bene, nonostante tu sia sicuramente folgorato dalla vena poetica che avvolge il tuo momento di passione per la scrittura, abbi il coraggio di CORREGGERE, CANCELLARE, SOSTITUIRE, ALLUNGARE, ACCORCIARE. Lo chiamano editing adesso, chiamalo buonsenso, o Ignazio se ti fa’ piacere.
Ma mettici e rimettici le mani, se non suona. Apri la tua mente e rivedi la tua somma opera, perchè se non funziona qualcuno poi ti dirà che c’è una sillaba di troppo, che potrai allungare o accorciare la nota, ma non ci sta.
Parole, parole, parole
Poche parole, troppe parole.
Non si va a peso. A volte ci sono testi che sono ridondanti dello stesso concetto, o con parolone riempitive che poi non dicono nulla, o messe lì per far la rima, o per essere “originali”…
A volte ci sono testi che invece sono vuoti di concetto e ripetitivi in modo ossessivo.
Per carità, Apriti Cielo. E’ pieno il mondo dei Cantautori Italiani con canzoni di successo con tutti questi apparenti “difetti”, magnificati dal fatto di ripetere ossessivamente una parola.
Ma non hanno inventato nulla. Prendi l’opera lirica o tanto altro di antico e secolare: il fatto è che ci deve essere un motivo valido per ripetere una singola parola all’infinito, e una melodia, armonia, un crescendo nel brano tale da rendere la ripetizione spasmodica NECESSARIA.
Altre volte appunto i versi si susseguono, per dire tanto troppo e nulla. Non sempre devi fare il processo verbale dei tuoi pensieri, è una canzone non un DPCM.! Sintesi, per favore.
E non puoi scrivere una lagna per tre righe, in modo ossessivo, magari sullo stesso accordo, senza novità. Non è rafforzativo, è noioso.
Ecco la chiave:
LA NOVITA’
Nella canzone, per attrarre l’ascoltatore, devi introdurre una novità ogni tanto, altrimenti risulti PETULANTE.
E quindi non è tanto il ripetere, ma l’uso della ripetizione.
E la variazione, il senso della frase, letterario e musicale.
Occorre avere una visione generale di quel che succede nel brano, nella frase, nel verso.
E da questa visione poi, adattare e amalgamare ciò che di getto si è cominciato a scrivere.
Muta d’Accento e di pensier…
Gli accenti: l’accentazione delle parole dovrebbe corrispondere all’accentazione del ritmo e quindi due parole sul ritmo e sul quel contare 1,2,3,4 di prima.
In un tempo di 4/4, il Battere, cioè l’1 sarà più forte, più marcato del 2, il 3 una via di mezzo, e il 4 ancora leggero come il 2.
Forte, debole, mezzo, debole.
Quindi se batti il tempo e leggi la tua frase, vedi subito se ci sta, anche se ancora non c’è la musica.
Prova a far coincidere l’accento delle parole, con quello del ritmo. In qualche caso dovrai partire dal 4, cioè dall’ultimo movimento della battuta precedente (in LEVARE), perchè la tua parola iniziale o la tua frase ha l’accento sulla seconda sillaba.
Ma alla fin fine deve starci.
Un metodo
Scrivi la seconda strofa sotto ogni riga della prima, e confronta la metrica;
Abbi la fantasia anche di cambiare il ritornello con una metrica diversa ma coerente con se stessa, non deve essere tutto pari, anzi deve essere semplicemente amalgamato, un po’ come in cucina.
Considera anche l’uso del Bridge, il ponte, ovvero quelle due righe brevi con un concetto importante e anche diverso (nella ritmica, lunghezza della frase) che “stacca” nobilita e si riaggancia al ritornello finale.
Non sempre serve, ma interrompe e sorprende l’ascoltatore, sempre nell’ottica della novità musicale.
Come dici? Tutto ciò è difficile? Sì ma non impossibile. E vedrai che la tua canzone scorrerà meglio.
E se cominci a buttare giù gli accordi, o una idea melodica, stesso discorso, stesse “regole ritmiche”…
Concludendo…
Queste mie righe ti siano di stimolo. E di riflessione, senza voler dettare Legge, ma disegnando dei margini su cui muoverti, senza girovagare per nulla. Pensaci e poi prova a riscrivere la tua canzone.
Insomma, spero di averti confuso le idee abbastanza da aver voglia di analizzare e sistemare ciò che hai scritto. E non per abbatterti, ma per stimolarti a presentare un bel lavoro.
Poi per realizzarlo…. ti posso offrire i miei servizi, come sempre.
Con l’aiuto di un sistema midi loop (cavo midi virtuale), il fader midi del mixer di Cubase può trasformarsi in un controller universale, col vantaggio di poterlo anche remotare da un fader fisico esterno, e avere così un sistema comodo e accurato per scrivere le automazioni o i dati controller midi.
Come trasformare il fader midi di un canale midi in Cubase, in un Controller? Ovvero come Utilizzare anche un Fader di unità Hardware , cioè un comando a slitta fisico, comodo da usare, per tutti i controller?
Per Esempio per scrivere l’espressione di una sessione di archi?
a fine articolo il video , e il link per scaricare il progetto CUBASE
Il progetto è gratuito, basta indicare 0 nel prezzo, ma è possibile offrire di più….
Gumroad manderà subito la mail con il link per il download. Il progetto è stato fatto con CUBASE PRO 10.5 , dovrebbe funzionare anche su Artist.
Il trasformer e insert midi invece NON sono presenti nelle versioni light, LE AI ESSENTIAL, per cui…. non è possibile fare nulla.
La soluzione nel tutorial su Youtube, che qui riassumo in breve:
Prerequisiti
La midi loop port: Attraverso una porta virtuale, si potrà indirizzare il comando di CC7 (volume midi) prodotto dal fader midi in cubase, verso la traccia di destinazione. Per fare questo, occorre una porta midi virtuale, un cavo all’interno del sistema che faccia uscire e rientrare il segnale prodotto fra le tracce della DAW (Cubase).
Si possono creare più porte. Ovviamente anche altri sistemi simili potrebbero funzionare. (questa è una soluzione per Windows, per Mac ci saranno programmi simili (??!!!)
Una volta installata e creata la porta, la troveremo dentro Cubase come tutte le altre porte midi, sia in che out.
Come funziona il sistema
Come detto finora, tramite il fader midi di un canale creato apposta, senza ingressi ma con la loop port in uscita, è possibile inviare il controller volume midi CC7. Ora basta inserire nell’insert midi del canale un TRASFORMER, opportunamente settata e il canale di destinazione riceverà dalla porta loop midi in ingresso quel che ci serve. E quindi lo manderà in uscita al vst instruments.
Nella foto vediamo il trasformer settato per la Modulation, CC1, ma basta cambiare il parametro e possiamo ottenere qualunque CC, o messaggio midi a piacimento.
Per i dettagli Guarda il video per capire come….
Potrai poi scaricare il progetto di esempio per impostare i tuoi fader midi a tuo uso e consumo!
Hai tra le mani il tuo primo Cubase, magari la versione in bundle con la scheda audio, e non sai da che parte cominciare?
Hai comprato Melodyne, e ti sei già perso nei blob gialloarancio con scarsi risultati?
Certamente devi partire dal manuale di istruzioni. Si ma lo so, poi alla fine non lo leggi, e se lo leggi poi non ti trovi, oppure….
Ok calma. Anche armato di buona volontà, manuale e tutorial in rete di ogni tipo, forum, gruppi… non sai proprio come fare.
Ma c’è una risorsa in più: Spendere un po’ in un tutor che ti guidi, passo passo, ai primi utilizzi con Cubase, che ti spieghi, facendoti vedere a video, e dialogando assieme, ogni cosa. E direttamente a casa tua. No, non è una vendita porta a porta.
Servizio Consulenza on line
Si chiama Consulenza on line, dedicata a te, solo su misura. E’ la soluzione giusta per te.
Con questo servizio, svolto a distanza, tramite una applicazione di video conferenza, potrai imparare, chiedere, comprendere tutto ciò che ti serve per iniziare ad usare Cubase o Melodyne. Non è un corso, è una guida personalizzata, secondo i tuoi ritmi, secondo le tue capacità, le tue esigenze.
Ti offro il mio servizio di tutor Consulenza on Line per Cubase o Melodyne in sessioni di 60 minuti ciascuna, da concordare nei giorni ed orari disponibili, in pacchetti da acquistare anticipatamente, ad un prezzo conveniente.
Potrai prenderti i tuoi appunti, fare domande, come se fossi di fronte a me. Potrai mandarmi il tuo primo progetto e vedremo insieme i punti critici, potrai ricevere i file di esempio del progetto che abbiamo visto insieme nella sessione, e che poi potrai riaprire da solo sul tuo programma.
DAL 2025 NUOVE MODALITA’ SEMPLIFICATE DI COLLEGAMENTO
Ti basterà il computer, la webcam con microfono e cuffia, per usufruire delle sessioni di consulenza,direttamente da browser Vedrai, è facile, riceverai un link con le coordinate, un clic e sarai subito collegato con me.
Questo servizio non è adatto a risolvere specifici problemi della propria postazione per problemi hardware e software, nè con vst o vsti particolari, ma ha lo scopo di aiutare chi con poca o nessuna esperienza si avvicina a Cubase o a Melodyne, a compiere i primi passi.
A parte argomenti di impostazione generale, si concorderà assieme quali argomenti affrontare, in base alle capacità e alle conoscenze già acquisite.
E’ fondamentale descrivere brevemente nella mail di richiesta la versione di software, hardware, le eventuali competenze tecniche possedute, le conoscenze musicali e del software in questione Cubase o Melodyne.
Il sistema operativo usato è windows10, per gli utenti “mac” non ci dovrebbero essere sostanziali differenze sull’uso dei programmi, se non rispetto alla gestione driver audio.
Le versioni software utilizzate in sessione saranno le versioni più recenti in modalità PRO/STUDIO, ma gli aspetti fondamentali sono gli stessi per le versioni minori. Si terrà conto delle differenze, ottimizzando i consigli e le soluzioni per le versioni minori.
Per deontologia professionale, per rispetto della Legge, del lavoro dei programmatori, e dei quattrini di chi onestamente acquista regolarmente le licenze, NON si parla, nè si usa, Nè si chiedono o danno indicazioni alcune su Software NON originale, privo di LICENZA.
— a fine articolo potrai scaricare lo spartito nella foto —
Uscire dal tunnel
Do maggiore, La minore, Re minore, Sol Settima. Ecco, ci siamo impantanati lì. Vero che ci sono fiumi di canzoni che hanno passato i tempi su questo giro, o sull’analogo in altre tonalità.
Però spesso è per pigrizia “musicale” , o per poca pratica di armonia, diciamo dimestichezza con gli accordi e con il “modo di arrivarci” , che si insiste nel giro.
Esci dal tunnel del giro di DO. Ti prego, fallo per amore di tutti gli altri accordi, che sono lì per servirti. Scoprirai un mondo.
Essere ripetitivo, non significa essere orecchiabile. Significa essere pedante, fastidioso, insistente, noioso. E se non succede nulla di nuovo, nella canzone…. l’ascoltatore si stanca e passa oltre.
Bene allora vediamo come possiamo fare.
Ascolta il GIRO DI DO: DO LAm REm SOL 7
Accordi vicini
Do Maggiore è il nostro accordo di partenza, la nota chiamata TONICA, della scala di Do maggiore, il DO è il punto di partenza. Orbene, possiamo esplorare la 4 e la 5 nota (sottodominante e dominante), ovvero il FA E IL SOL, come note ma anche come accordi. Quindi potremo deviare verso il FA MAGGIORE (note FA-LA-DO) E IL SOL MAGGIORE (senza la settima, ovvero le note SOL-SI-RE, e non SOL-SI-RE-FA).
Ma potremmo anche andare oltre, e tentare un MI MAGGIORE e poi ricadere sul La minore del nostro giro o andare al FA MAGGIORE. DO Maggiore, Mi Maggiore, Fa maggiore, Sol settima, Do maggiore.
Questo perchè cambiare accordo ci porterà una novità per la melodia, dovremmo “andargli dietro”. Non si tratta di cambiare gli accordi tanto per variare, a caso, ma di aprire una strada da percorrere con la melodia della canzone, una piccola deviazione, salvo poi ritornare sui sicuri passi del giro iniziale.
Il concetto è di esplorare accordi (maggiori o minori) di tonalità vicine o comunque che si prestano ad orecchio ad una variazione melodica. Non è un metodo difficile, semplicemente camminando sulle note della scala del tuo accordo trovi note che diventano la base per l’accordo successivo, e lo poni in relazione poi coi successivi.
Qualche esempio qui, per capire:
Ascolta gli accordi vicini:
Cambio di durata dell’accordo sul giro
Una delle difficoltà che affronta chi non riesce ad uscirne, è quella di lasciare il porto sicuro della durata sempre uguale degli accordi: cambio ogni battuta. Il giro è sempre per una battuta di 4/4 per cui 1,2,3,4 cambio, 1,2,3,4, cambio… Che noia!
Ci sono accordi di “passaggio” per cui impegnano un solo quarto (per esempio) e introducono una variazione ritmica che ci desta dal solito ripetersi dei 4 accordi, e prelude ad una variazione successiva.
Oppure impegnano due quarti, per cui in una battuta avremo due accordi di pari durata.
L’importante è contare, e contare con gli accenti giusti. I chitarristi sono la disperazione mia…. Sblim,sblim,sblim…. aggiungono quarti a caso, o mezze battute tanto per far stare il testo della canzone o perchè si perdono per strada.
Gli ACCENTI sono importanti: Uno forte, due debole, tre mezzoforte, quattro debole.
Quindi attenzione a come sviluppi la ritmica, e a come inserisci la variazione armonica.
Ascolta il cambio di durata:
Maggiore e Minore
Una altra alternativa per uscire dalla monotonia può essere quella “modale”, passare ad accordi minori.
Intendiamoci, non è come al banco del pesce, prendo quel che mi sembra fresco e in offerta. C’è un perchè in tutte le scelte. Ma se la canzone lo richiede, potrebbe essere utile un giro, un passaggio di accordi minori, per poi ritornare in una tonalità maggiore e ridare slancio al brano.
Qualche esempio per chiarire cosa sto dicendo:
Ascolta l’alternativa Maggiore e Minore:
Cambio di tono
Un altra opzione, nulla di nuovo ma spesso dimenticata da chi inizia a scrivere canzoni, è il cambo di tono, salire di un tono. Stesso giro, stessa cosa ma un tono sopra (o anche un semitono a volte).
Ci si può arrivare in modo netto, oppure con accordi e variazione di passaggio.
Per cui, nel nostro esempio DO LAm REm SOL7 avremo il giro di RE:
RE Sim Mim LA7
Ascolta il cambio di tono, un tono sopra, giro di RE:
Conclusione
Le strade che puoi intraprendere in realtà sono molte, e dipendono dalla tua capacità di riconoscere le note, di conoscere le scale, visualizzare gli accordi e le note in comune fra loro, in modo da “navigare” in modo fluido.
Non necessariamente ci deve essere un legame, ma per iniziare muoversi in “acque tranquille” è meglio che cercare improbabili accordi con la 5bemolle al basso piuttosto che quelle equazioni terribili che ci vuole la calcolatrice per definirli.
Ma un po’ di prove vale la pena farle, e questo porterà aria nuova alla tua composizione.
Sembrano cose banali quelle scritte fin qui, ma purtroppo al mio orecchio continuano ad arrivare canzoni su giri ripetitivi di quattro accordi, senza sosta, senza espressione, senza novità, che dopo un po’…. stufano. Ci fanno anche dei “successi” in termini di ascolto, ma durano poco e si passa alla successiva, sempre uguale.
Ti regalo l’ultimo esempio completo di arrangiamento, per riepilogare un po’ le cose dette. C’è anche uno spartito con gli accordi utilizzati. Puoi scaricarlo anche in versione pdf, e inventare la tua melodia.
Ascolta l’esempio completo a partire dal giro di DO:
Gli accordi dell’esempio completo che stai ascoltando
Ultimo consiglio
Non ho una conclusione, perchè è un argomento sempre aperto e ampio, qui volevo stimolare un primo tentativo per la tua creatività.
Però accetta questo consiglio: non buttare giù la tua canzone di getto, e poi pensare che sia intoccabile. Abbi il coraggio di cambiare, di stravolgere, di inserire cose diverse, di cancellare parti meno brillanti (anche del testo), abbi un ascolto critico e analitico, non è tutto bello o tutto brutto.
Quattro note e due accordi sono un buon inizio, ma chiediti come potresti far volare le tue idee musicali, sorprendi te stesso e l’ascoltatore con una novità, uno special, due righe diverse del brano che sottolineano un passaggio importante, un concetto!
Solo così potrai davvero migliorare le tue capacità, posto che alla base un po’ di studio, un po’ di ore perse a provare e a capire dove vanno le note sui tasti di una chitarra, pianoforte o sul pentagramma, sono il minimo che puoi fare per non ricadere nel solito banale Do Maggiore, La minore, Re minore, Sol 7 e in tutti i giri simili….
Buone composizioni, e se hai bisogno di me, i miei recapiti sono alla pagina contatti!
Consigli su come registrare la propria voce in casa
E’ arrivato il momento di registrare la voce della tua canzone: come fare?
Ecco alcuni consigli pratici per registrare la propria voce nel miglior modo possibile, a casa propria.
Inanzitutto, occorre disporre della minima strumentazione necessaria: Un computer, un software adatto, una scheda audio, una cuffia, un microfono. Qualcosa d’altro? Sì una acustica della stanza senza rimbombi, riverberi non desiderati, asciutta insomma.
Naturalmente qui diamo per scontato che tu abbia già inserito, nella tua DAW, il tuo software di registrazione, la base, il tempo per il click, la traccia guida eventuale, e che tu abbia concordato i parametri di registrazione (frequenza e bit di risoluzione, ad esempio khz 44.100 o 48.000 e 16 o 24 bit), predisposto il miglior suono per la cuffia, con la minor latenza possibile impostando il buffer al minimo possibile, o sfruttando i DSP della scheda (se li possiede) per un riverbero e compressore di solo ascolto.
Ricorda: dovrai registrare DRY, pulito senza effetti di nessun tipo, senza distorsioni(occhio ai volumi in ingresso!) e fornire tracce assolutamente “limpide come natura crea” al fonico/arrangiatore/editoraudio/musicista che seguirà la fase successiva!
Il microfono
Microfono a Condensatore RODE NT1-A
Ma andiamo per gradi: Supponiamo che hai già tutto il necessario, e che ti sei già attrezzato di microfono, scegliendo tra condensatore o dinamico. Come dici? Allora il dinamico è quello che afferri come un gelato (non sempre, ma solitamente sì), il condensatore è quello “appeso” all’asta che vedi negli studi, di varie forme, rettangolare o quadrato, ci canti di lato, non lo impugni.
Non è sempre vero, ci sono altri parametri che identificano anche il tipo di ripresa (cardioide, omni, figura otto…) e di microfono, ma per semplificare ora li inquadriamo così. Cosa li differenzia? La capacità di captare suoni in modo più duro per il dinamico, cioè ci devi stare vicino, mentre il condensatore, più raffinato, capta suoni anche a diversi metri di distanza, in modo più dettagliato nelle frequenze, e nella dinamica.
Una definizione sicuramente grossolana, anche troppo, ma sufficiente per capire che se hai problemi di acustica, un buon dinamico sarà una ottima scelta. Diversamente dovrai risolvere con tappeti, coperte, cappotti, quanto hai in casa da appendere attorno alla postazione per togliere le prime riflessioni che rovinerebbero la registrazione.
Lo schermo a mezza luna “VOCAL BOOTH”
Una soluzione poco costosa (attorno ai 100 euro circa) consiste nell’acquistare uno schermo, di quelli a mezza luna, con l’asta per sorreggerlo (pesano) da posizionare attorno al microfono. In sostanza blocca le prime riflessioni della voce, e la voce stessa che si attenua nella stanza (anche per buona pace del vicinato). Non è un sistema insonorizzante, ovviamente, ma risolve discretamente magari integrando con qualche pannello, il problema dell’acustica.
MICROFONO A CONDENSATORE IN UNA VOCAL BOOTH
Prima di Registrare la prima take
Prima di procedere con la prima take, riscalda la voce, prepara bene il testo su un leggio, una matita per prendere appunti, e ascolta la base, e il metronomo.
Regola i volumi della base e della voce, e complessivi, facendo attenzione a non tenere la cuffia troppo alta, sopratutto attento al metronomo (il click), picchia in modo tremendo e potrebbe entrare nella tua registrazione, rovinandola.
Fai qualche prova, verifica il livello del microfono cantando i punti più alti della canzone, più forti in volume.Trova la posizione ideale, una spanna dal microfono, bello centrale rispetto alla capsula e mantieni sempre quella posizione in modo comodo e naturale.
Se ti sposti avrai take diverse, e sarà difficile poi fare un collage, il comping, cioè mettere assieme i pezzi migliori di ogni ripresa, per ottenere un buon risultato. Le take devono risultare omogenee, altrimenti ne sceglierai una sola e butterai il resto…
Pronti? Via, si registra.
cubase progetto per registrare voce
REC, premuto, si parte. Quando canti dovrai tenere sempre a mente di sostenere le note fino in fondo, quindi respira per tempo e fa’ attenzione all’intonazione.
Fermati e studia il passaggio che non viene bene, ripetilo e se hai una tastiera suona le note, o senti la guida (se hai una traccia guida di riferimento) e cantaci assieme. Poi torna a registrare.
Non insistere troppo, non stancare la voce. Se la take è soddisfacente, procedi.
Piccoli errori di intonazione si correggono in editing audio, con gli strumenti adatti e con un bravo professionista che li sappia usare. Una bella esecuzione, anche non perfetta, è preferibile alla 150esima take tecnicamente ineccepibile, ma stanca e senza cuore ….
Il Riascolto
Le orecchie friggono, probabilmente non sai più cosa stai ascoltando. Hai finito la sessione. Lascia decantare il cervello, ascolta altro, rimanda ad un altro giorno il RIASCOLTO CRITICO di ciò che hai registrato. Solo così potrai capire se hai fatto un buon lavoro, oppure devi ricominciare da capo.
D’altra parte il vantaggio di registrare la propria voce a casa, da soli, con i proprio mezzi non determina costi, solo un po’ di tempo. E quindi puoi sempre pensare di rifare da capo, cosa che in uno studio a pagamento comporterebbe ore in più da pagare.
Confronta le take, prendi appunti e segnati quali pezzi e di quali take sono buoni, risenti la guida, controlla intonazione, tempo, ritmo, scansione e dizione delle parole, espressione, picchi.
Il comping, assemblare i pezzi migliori
A questo punto potrai scegliere i pezzi migliori delle tue take, a patto che siano omogenee (magari con le prime la voce era fredda, le ultime era stanca, su qualcuna eri spostato dal microfono ed è più cupa o brillante) e che non si noti il COLLAGE, PUZZLE, insomma l’assemblaggio.
Potrai così ottenere la migliore traccia, che passerà poi all’editing, a cura del fonico/arrangiatore/editor audio/musicista ovvero chi ti ha seguito e seguirà il tuo lavoro nei passi successivi.
Con il fonico/editoraudio/arrangiatore/musicista, chi ti segue, avrai stabilito se inviare una o più tracce, vocali, magari anche eventuali tracce cori: mandale in modo ordinato, e renderizzando (esportandole) dal punto di partenza della base, in modo da poterle sincronizzare facilmente.
Le tracce audio che trovi nelle cartelle audio potrebbero non essere “tagliate” correttamente. Ad esempio Cubase registra – tramite prerecord in RAM , di default – un secondo prima, proprio per non tagliare inavvertitamente lo start, e quindi consegneresti una traccia fuori sync, se la copi come sta dalla cartella audio.
Usa i locatori/marker , i sistemi previsti dalla tua DAW, facendo attenzione a esportare in modoDRY, SENZA PASSARE PER EFFETTI, sul MASTER o sulle TRACCE. Esporta in wav, alla frequenza e risoluzione stabilita, in tracce mono (la voce sarà sempre mono, sono gli effetti che la rendono “stereo”).
E se hai bisogno di aiuto…
Ti ricordo i miei servizi: la creazione della base della tua canzone inedita, con l’arrangiamento e la predisposizione per poterla registrare, e successivamente l’editing audio manuale e il mix con la base della tua registrazione vocale. Potrai quindi pubblicarla, o cantarla dal vivo nelle tue serate.
N.B.: Questo non è certamente un trattato, sono semplici consigli di base per chi comincia a realizzare in casa le prime canzoni. Ma se applicherai quanto ti ho detto, potrai ottenere un buon risultato!
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Come inviare le tracce audio registrate con Cubase
Supponiamo di aver registrato una o più tracce audio con cubase, per il nostro demo, e di doverle mandare al musicista che si occuperà di farne l’arrangiamento e la base.
Tipicamente, hai comprato cubase, hai usato un modello di quelli proposti, hai premuto rec e hai registrato, senza farti domande… e senza aver letto una riga di manuale!!!! Sbagliato! Almeno due nozioni per capire, eccole qua:
Come sono fatti i progetti di Cubase
Il progetto di Cubase, la schermata “base” che vedi, salva un files di progetto, con estensione .cpr .
Il file di progetto lamiacanzone.cpr contiene tutte le informazioni di posizionamento dei file audio, dove sono e da dove partono, ma NON contiene i files audio veri e propri.
I files audio sono creati in una apposita cartella chiamata AUDIO che Cubase crea (di default) allo stesso livello del file cpr.
Inoltre il file di progetto lamiacanzone.cprcontiene tutte le informazioni relative ai plugin usati, ai livelli del mixer, e contiene le tracce midi con i loro dati, e tutti i tipi di tracce/regolazioni/automazioni, tutto ciò che viene “lavorato” nella sessione.
Inoltre Cubase crea altre cartelle e files, che contengono le immagini delle forme d’onda (peak, sempre ricostruibili) e le informazioni sulla modifica dei files audio, fino a che non si “fissano” definitivamente. Ciò per poter sempre tornare indietro (storia delle modifiche).
Come dici? Sei già in confusione? Riepilogo:
1 – FILE DI PROGETTO .CPR Contiene tutte le informazioni del progetto, le tracce midi, i vst usati, livelli del mixer, automazioni, ogni cosa che rappresenta il lavoro svolto dal programma e il solo POSIZIONAMENTO e UTILIZZO DEI FILES AUDIO.NON CONTIENE I FILES AUDIO, il SUONO VERO E PROPRIO
2 – CARTELLA AUDIO Cubase crea una cartella audio che contiene i files audio, solitamente in formato wav e del tipo stabilito dal progetto (menu progetto, configurazione del progetto) (es. 16bit/44.100).—- ATTENZIONE —- ERRORE TIPICO DEL PRINCIPIANTE:I files audio, se copiati così come sono, anche se suonano in un comune player del computer, di fatto non sono correttamente e comodamente utilizzabili, continua a leggere e saprai perchè….
NON UTILIZZARE LA STESSA CARTELLA PER PROGETTI DIVERSI. SI CREA UN PASTICCIO!
Altro tipico errore:
Non utilizzare la cartella di default dall’HUB di Cubase
dove salvare il progetto e far creare la sotto-cartella AUDIO corrispondente.
Se salvi più progetti diversi nella stessa cartella, chiamata CANZONI, ci sarà una sola cartella AUDIO che conterrà tutti i file audio dei progetti CANZONE1.cpr , CANZONE2.cpr, CANZONE3.cpr … un caos indescrivibile…
Guarda l’immagine e seleziona in questo modo: specifica un’altra posizione, così cubase ti chiederà dove salvare il progetto, e potrai crearti una cartella nuova ogni volta.
Devi creare una cartella ogni volta, per ogni progetto: CANZONE 1, che si creerà la sua cartella audio, e salvera il progetto Canzone1.cpr.
La CANZONE2 farà lo stesso… e così via. Il sistema di sottocartelle è importante per non pasticciare e rischiare di perdere o avere troppi files inutili.
La procedura di backup qui sotto descritta può riparare al problema, creando ex novo per ogni progetto la propria cartella, con i propri files.
Più files di progetto possono coesistere solo se sono versioni differenti di un mix, per esempio, ma sempre tenendo conto e sapendo cosa si sta facendo.
LEGGI BENE CON ATTENZIONE PER CAPIRE!
LA SCHERMATA DI CONFIGURAZIONE DEL PROGETTO
Qui accanto la schermata di configurazione del progetto, dove fra l’altro si può settare il tipo e il formato di file audio che verrà registrato.
Non è detto che il file che registri abbia lo stesso formato di quello che esporti dopo averlo elaborato in cubase, il formato di “uscita” , di consegna, viene definito nella schermata di export.
Solitamente, se non ci sono particolari esigenze, 44.100 e 16 bit vanno benissimo, il file sarà di tipo wav.
L ‘ mp3, file di tipo compresso e lossless (con perdite di frequenze) è un formato possibile per l’esportazione, ma non come formato di registrazione.
Eventuali files mp3 importati nel progetto vengono convertiti automaticamente da cubase al formato di progetto.
Come Cubase crea cartelle e files, il POOL
Oltre al file lamiacanzone.cpr e alla cartella audio che conterrà i files audio registrati (sia che tu li utilizzi nel progetto oppure no…) altre cartelle vengono create: quella contenente i files .peak contiene le immagini delle forme d’onda che vedi nel progetto, un’altra contiene l’editing audio “provvisorio”, fino a quando non viene “fissato”, nel caso le tracce vengano editate dal programma, ed ancora altre cartelle possono essere create anche da plugin di terze parti (Melodyne, l’editor audio di Celemony crea una propria cartella con propri files audio trasferiti)…
Poi si creano i files di progetto di backup…. lamiacanzone.bak
Sei ancora confuso? Ecco appunto, volevo proprio creare confusione, per farti capire quanto sia necessario approcciarsi al programma in modo organico con il manuale e con pazienza.
Fortunatamente esiste una schermata di gestione dei files di progetto, e di backup utile per l’esportazione: il POOL
Il POOL si trova nel menu MEDIA, (control+P) e ci mostra i files audio utilizzati nel progetto , e quelli comunque cancellati dal progetto ma NON dal computer. Quindi nella cartella AUDIO troveremo sia i files utilizzati sia quelli non utilizzati.
Ci sono molte altre operazioni utili nella schermata del Pool, che riguardano l’importazione, la cancellazione, l’inserimento, la modifica di files audio del progetto. Ma non le vedremo qui ora.
I FILE AUDIO E LA PRE-REGISTRAZIONE DI CUBASE
Occorre tenere presente un dato importante: Ciò che Cubase registra, non è ciò che normalmente si vede nel progetto: per salvaguardare l’inizio della registrazione, qualora si registri iniziando esattamente alla pressione del tasto di Record, potrebbe essere tagliata una frazione di inizio.
Per ovviare a ciò, Cubase Registra nella memoria volatile del computer (RAM) ciclicamente un periodo (di default 1 secondo, ma si può modificare) a condizione che si sia ARMATA la/le traccia/e da registrare (tastino rosso sulla traccia) . Ciò consente di recuperare l’audio sul progetto, tirando indietro le maniglie della parte registrata, perchè scriverà sul file questo “ultimo secondo” prima di aver avviato la registrazione. PER CUI IL FILE AUDIO DELLA CARTELLA AUDIO, ha inizio differente e lunghezza diversa da quello di progetto.
Se si intende consegnare dei files audio, invece che il progetto, a chi magari ha un altro software, è utile fare una operazione di export/bounce per tracce separate dei tratti compresi tra i locatori,sempre con il medesimo punto di partenza, per evitare problemi di sincronizzazione.
Nel caso di variazioni di tempo, e in ogni caso, registrando a click (metronomo) deve essere consegnata anche una traccia tempo, .tmp nel caso di cubase verso cubase (formato proprietario), altrimenti la classica traccia midi, vuota ma contenente le informazioni di tempo, dall’inizio alla fine. (Controllare di non aver modificato in preferenze di Cubase le opzioni di export del midi file). Per fare ciò, posizionando i locatori correttamente, basta creare una parte vuota su una traccia midi nel progetto, ed avviare l’esportazione dal menu export.
1 – CUBASE PRE-REGISTRA DI DEFAULT 1 SECONDO DI AUDIO Il file audio sul progetto è rappresentato dal punto di inizio della clip audio: tirando indietro le maniglie, verso sinistra, a condizione che la parte sia posizionata da un punto successivo all’inizio del progetto, si scoprirà la parte di preregistrazione. Sarà visibile anche dall’editor audio. La preregistrazione è un ciclo di memoria che parte quando si ARMA la traccia (tastino REC rosso sulla traccia). L’ultimo ciclo viene STAMPATO sul file audio, in modo da non tagliare una registrazione iniziata un attimo dopo. PER QUESTO I FILES AUDIO FATTI SUONARE DA UN PLAYER DEL COMPUTER NON CORRISPONDONDONO AL PROGETTO, ANCHE SE PARTONO TUTTI DA ZERO SECONDI.
2 – MEGLIO USARE L’EXPORT PER ALTRE DAW, OPPURE IL BACKUP DI PROGETTO PER CONSEGNARE UNA COPIA RIPULITA Se il tuo arrangiatore non usa cubase, devi necessariamente fare l’export delle tue tracce, mettendo i locatori (sai cosa sono, vero? le righe verticali L e R) dall’inizio alla fine, e esportando tutto in questo modo, anche con spazi Bianchi. Se invece vuoi fare il backup di progetto, ripulirlo e consegnarlo così, trovi questa funzione nel pool.
IL BACKUP DI PROGETTO
L’operazione di Backup di progetto si occupa di estrarre i files audio e di copiare il progetto in una nuova cartella. Durante l’operazione di backup è possibile selezionare delle opzioni che consentono di copiare solo i files utilizzati, e di poterli rendere meno pesanti (minimizza) . IL BACKUP DI PROGETTO si trova nel menu file
Ti verrà chiesto di dare un nome al progetto, e di scegliere alcune opzioni.
Cubase creerà una nuova cartella (dove vuoi tu) e ci metterà una copia del file di progetto, e delle cartelle necessarie, almeno la cartella AUDIO.
Conviene poi chiudere e riaprire il progetto nuovo, e risalvarlo per essere sicuri che poi punterà ai nuovi files, e non ai vecchi. (assolutamente necessario per gli utilizzatori di Melodyne, tra l’altro).
Una volta ottenuto il backup nella cartella prescelta, che conterrà i files e le cartelle così ottenute, e magari creata per comodità sul desktop, potrai comprimerla in .zip per poterla consegnare agevolmente.
ATTENZIONE: non confondere il backup automatico dei file di progetto che crea cubase, con l’operazione di backup del progetto che invece è quello che ti ho descritto. i files di backup .bak sono semplicemente le copie dei salvataggi precedenti o automatici (se attivati, ogni x minuti) del SOLO file .cpr!!! Ti servono in caso di CRASH del programma o di qualche operazione maldestra sul progetto, ma non se hai cancellato dal computer i files audio!!!!
L’export di Cubase
L’alternativa a consegnare il progetto completo, sopratutto se chi lo riceve non ha cubase e non saprebbe come aprirlo, è quella di “Renderizzare”, “Esportare”, “fare il bounce” [tutti sinonimi] delle tracce di progetto. Se le tracce sono soltanto audio, e magari è una sola, dove ho premuto rec e ho registrato “in presa diretta” la mia chitarra e voce, per il demo della canzone, allora basta selezionare la parte, premere la lettera P sulla tastiera, e i LOCATORI dovrebbero posizionarsi esattamente all’inizio e alla fine di essa. Oppure vanno trascinati a mano. Questo consente poi, dal menu file, di selezionare ESPORTA, e mixdown audio, e procedere seguendo la schermata di esportazione. Viene considerato tutto ciò che sta tra il LEFT E RIGHT LOCATOR.
Se le tracce sono diverse, e la registrazione non parte sempre da zero, comunque verrà esportata una traccia che parte in silenzio fino al punto dove comincia a suonare, ma d’altra parte è necessario per mantenere la sincronizzazione con le altre.
Vanno messe in solo e esportate una alla volta, a meno di non avere le versioni superiori di cubase che consentono di selezionare l’export multicanale.
Nella schermata il progamma chiede su quale cartella salvare, opzioni relative al nome del file [trascurabili nel caso sia uno solo] e all’anzidetto formato di uscita del file, che supponiamo vogliamo mantenere wav a 16 bit 44.100 khz. stereo o mono a seconda del materiale di partenza.
(in caso di demo va bene anche mp3, se invece stiamo registrando la voce sulla base fornita, da restituire per il mix, va usato il wav e alla risoluzione migliore, anche 24 bit, se lo abbiamo registrato così).
Va detto che nulla deve esserci sulla traccia e sul master, qualora avessimo inserito plugin di qualunque effetto, sarà il musicista/fonico che si occuperà di questo aspetto.
Non vanno mai consegnate registrazioni vocali da editare e mixare con le basi con elaborazioni di nessun tipo.
Concludendo
Come comprendi bene, non si può sintetizzare in un articolo il funzionamento di un programma complesso.
Lo scopo era quello di farti comprendere come devi agire per far arrivare i files della tua prima registrazione della bozza di canzone al tuo arrangiatore, al musicista che hai scelto per farti fare la base, e per inviargli poi la tua voce per editarla e mixarla.
E questo ti fa’ capire anche quanto studio, lavoro, tempo ed energia un musicista spende per utilizzare al meglio i software di registrazione digitale.
Per le tue canzoni puoi avvalerti dei miei servizi, dai un’occhiata qui:
e se hai domande puoi contattarmi in mille modi, vedi la pagina contatti che trovi nel menu del sito, e la chat/mail rapida che trovi a destra con la bustina verde in ogni schermata del sito.
E’ una domanda classica, che ogni tanto qualcuno mi fa: come trasformare un file midi in mp3, usando Cubase o qualsiasi altra DAW (Digital Audio Workstation).
“Sto provando ma i suoni restano quelli originali del pc.”
“Vorrei ottenere basi midi o mp3 con suoni eccellenti”.
La risposta breve è: non si fanno magie in due minuti, Cubase o chi per Lui non è un programma di trasformazione di suoni brutti in belli. Anzi non è per questo che si usa. E conviene leggere il resto per capire come si può fare, e perchè.
Cos’è Cubase, cosa fa una DAW
Cubase è un contenitore di tracce, di diverso tipo tra cui audio, e midi: le tracce midi le importa, le registra, le può far editare da un musicista, ma non suonare. Perchè lo dico ancora una volta, qualora non avessi visto il miovideo, dove ne parlo, e i miei articoli più specifici, IL MIDI NON SUONA!
Al suo interno, Cubase, può ospitare strumenti virtuali vst instruments, sia di “proprietà” che di terze parti, cioè acquistati nel formato che possa girare all’interno del programma, i vst appunto. E’ così che esce il suono da un file midi, che contiene solo “i tasti premuti dal musicista sulla tastiera musicale equipaggiata midi“, non i suoni.
Ma il suono è rimasto lo stesso…
“Si ma il suono è rimasto lo stesso del computer”
Può darsi che il suono rimanga lo stesso… del tuo computer, perchè i files midi che importi in cubase (o qualsiasi altra Daw) , sono impostati per uscire sulla wavetable del computer, di bassa qualità. Se hai visto il mio tutorial video sul midi, e gli articoli seguenti, potrai capirlo meglio.
In Cubase, di serie trovi il virtual instrument HALION SONIC SE . Se lo imposti in modalità GM, di fatto si comporta come la wavetable del pc, o come qualunque strumento musicale in standard GM midi.
Lo standard General Midi (GM) , che è il più diffuso e deriva dal GS originario di Roland, non è altro che una tabella predisposta di tipologie di suoni, ordinate secondo i 128 program change di cui dispone il midi. Ogni casa produttrice, ogni modello di generatore sonoro, Tastiera, Expander, adegua i propri suoni in modo che corrispondano : il prg 1 sarà sempre il pianoforte acustico, il 50 i violini con attacco lento, il 33 il basso acustico…. e via così. In questo modo, dove lo metti, il midifile comanderà gli stessi suoni ovunque, con qualche differenza ma sostanzialmente simili/omogenei.
Appunto nel computer c’è di serie una replica di questa tabella ordinata di suoni, che per ovvi motivi di costo, sono di qualità peggiore degli strumenti hardware dedicati. In cubase con Halion Sonic SE la situazione migliora, ma di poco.
Suoni di qualità con vst instruments dedicati
La buona qualità si ottiene usando diversi strumenti virtuali, magari dedicati a suoni specifici: batteria, chitarre, archi, fiati,con librerie con migliaia di campioni per ogni suono e variazioni di esecuzione specifiche e accurate.
Oltretutto, occorre modificare il midi scritto per il GM standard, modificando, e integrando i controlli necessari per sfruttare tutte le loro possibilità espressive.
Ovviamente hanno costi elevati, ed occorre tempo per imparare a programmare e usarli bene. Ma non basta.
Il suono finale, il file audio mp3 o il wav
Per ottenere poi il suono finale, che sarà comunque un file audio, wav o mp3 , occorrerà mixare e integrare gli effetti già presenti nei virtual instruments, con effetti audio a parte, per amalgamare bene il tutto.
Mentre se invece che dal midi, fossimo partiti da un mp3, ben poco si poteva fare, se non tentare di modificare qualcosina nell’audio, giusto per una “lucidata”, una sorta di re-mastering, con rischio di fare più danno che beneficio, e sicuramente senza poter far nulla per cambiare suoni o estrarre strumenti.
In una parola… è come fare un disco. Partendo da un midi, si può lavorarci e allora, questo ti darà i suoni eccellenti. Ma senza bacchetta magica!
Ma io volevo solo cambiare un po’ il midi…
Cubase può anche esportare il midi. Se invece vuoi soltanto modificarlo, semplicemente per i parametri di base, o più che altro l’esecuzione delle note, basterà esportare il midi. Le funzioni di Export in cubase sono descritte nei manuali. Idem per le altre DAW.
Per modificarlo, come faccio vedere nell’articolo dedicato agli editor, devi aprire le singole parti negli editor, fatte le modifiche potrai esportare il risultato.
midi key editor scala Do
Se hai un tuo midifile, da cui partire e vuoi ottenere un mp3 e un file audio wav con suoni di buona qualità, puoi scrivermi e chiedermi questo specifico servizio di riprogrammazione e mix, per la “trasformazione” in audio della tua base midi.
I miei contatti, la mail e le messaggerie rapide le trovi ovunque sul sito, e soprattutto nella pagina https://frankvenice.it/contatti .
Gli editor midi: Editor dei tasti, elenco, score (pentagramma).
Parlando dei midi editor in Cubase, la mia Daw da sempre, in realtà parliamo di editor dei comandi midi, e quindi applicabile anche ad altre applicazioni DAW (Digital Audio Workstation).
I messaggi midi: appunti pratici per comprenderli ed imparare ad usarli
Una spiegazione semplice dei tipi di messaggi midi, con esempi audio , del loro uso pratico abbinato ai controller e all’editor.
by Frankvenice
Dopo aver esaminato le note e i control change, Pitch Bend, Program Change e Aftertouch, e il Sys EX , e aver parlato di Conversioni tra midi e audio e viceversa, o meglio trasformazioni ed estrazioni… ci affacciamo sull’argomento midi editor, gli editor di modifica dei comandi midi.
o meglio, l’editor dei tasti, di tipo tastiera pianoforte, è il classico e più immediato editor per i midi, rispetto alle note.
Consente una immediata visualizzazione delle note in un grafico, dove in senso verticale troviamo l’altezza delle note (dal basso note gravi, verso l’alto note acute) e in senso orizzontale la posizione temporale e la durata. La rappresentazione delle note infatti in midi si compone dei due messaggi di nota on e nota off (o on con velocity 0), che vengono rappresentati come linea orizzontale.
Il posizionamento dell’inizio della linea sulla griglia, determina la posizione temporale e musicale, la lunghezza determina il valore musicale (ottavi, quarti…ovvero crome, semiminime…ecc) .
Nella parte bassa, divisa da una linea, sono visualizzati altri comandi midi, e generalmente la velocity. La velocity (intensità della pressione del tasto, della nota) è rappresentata da una linea verticale più o meno alta, allineata all’inizio della nota sulla griglia.
Un accordo prevederà più nota sulla griglia, e più linee di velocity nello stesso punto, con le proprie intensità.
In cima al grafico, una linea di informazioni darà in forma numerica i valori della nota selezionata, e consentirà la modifica precisa, oltre a quella che è possibile fare manualmente anche con i tool (strumenti) del programma, predisposti allo scopo.
midi key editor scala Do
MIDI DRUM EDITOR
Esiste una forma di key editor chiamata Drum Editor, per le batterie e percussioni, che differisce dall’editor dei tasti per la visualizzazione differente sul lato sinistro, riferito ai tasti che “suonano” i suoni percussivi, e la visualizzazione in forma di losanga, e non di linea. Non ha senso (quasi sempre) parlare di durata musicale del singolo suono percussivo, essendo molto brevi e dipendenti dal campione utilizzato, e quindi la rappresentazione è finalizzata a “vedere meglio” il ritmo dei singoli suoni. E’ comunque possibile intervenire e vedere il valore di durata sulla linea di informazioni numeriche per le note selezionate.
E’ possibile attivare delle mappature per i singoli suoni, per assegnare note midi registrate ad altre, a seconda dello strumento/vst instrument di batteria utilizzato.
midi drum editor batteria
Rispetto ai comandi midi diversi dalle note, il key editor può rappresentarli con linee e forme continue nel bordo inferiore dell’editor, sempre allineate alla griglia del tempo, e quindi sarà possibile vedere la modulation, il pitchbender, il sustain e spostarli o modificarli di conseguenza all’editor operato sulle note.
LIST EDITOR, EDITOR ELENCO:
Presente nelle versioni maggiori di cubase, il list editor è la rappresentazione del midi in senso sequenziale. Una lista di eventi dall’alto al basso, con tutti i parametri, e una rappresentazione temporale grafica a fianco, danno modo di comprendere quali eventi sono trasmessi prima di altri, nonchè di rappresentare meglio quelli che non sono strettamente collegati alle note.
midi list editor scala Do_ con eventi di sustain pedal
Si pensi a quanto detto per il program change: Se è necessario mandare anche il CC bank 00 e 32, questi devono precedere il program change, per essere efficaci. Dal list editor sarà possibile controllare e modificare la posizione temporale (anche di pochi istanti) per consentire la corretta sequenza dei comandi.
Così come per i messaggi di Sys Ex, o altri control change.
Per fare ciò è anche possibile filtrare la visualizzazione dei tipi di evento, così da focalizzare l’attenzione sui messaggi da editare, e ritrovarli facilmente.
Ogni riga porta il tempo di griglia, ovvero le battute in formato 1.1.1.0, e consente quindi di ritrovare la posizione temporale dell’evento da controllare, cioè le informazioni della riga informazioni del key editor, viste però in un elenco sequenziale.
SCORE EDITOR: il pentagramma:
In cubase è possibile ricavare il pentagramma dal midi, o meglio visualizzare le note midi in formato musicale.
Va detto subito che questo editor è particolare e non di utilizzo immediato, cioè automatico per avere una visualizzazione utile al musicista e ordinata come ci si aspetta.
Se le note midi sono perfettamente quantizzate, cioè suonate perfettamente a tempo e con durata perfettamente regolare, la visualizzazione potrebbe essere corretta.
Ma nella realtà, suonando liberamente, per quanto precisi, le note saranno un po’ prima o dopo il tempo, e la durata sarà magari più o meno lunga. Questione di poco, ma abbastanza per ingannare l’editor che rappresenterà le note.
Esiste quindi una “quantizzazione grafica”, che si occupa di approssimare le note visualizzate al valore più prossimo al reale. Occorre quindi dare indicazioni circa il materiale da rappresentare, anche in ordine di altezza musicale: si pensi al doppio pentagramma per un pianoforte, o alle chiavi diverse da quella di violino per strumenti o cantanti.
Lo score editor è quindi uno strumento complesso e non di fruizione pratica immediata, anche se può dare una rappresentazione differente e più musicale dell’editor dei tasti (Key editor).
D’altra parte, si può cominciare a scrivere a matita dallo score, per comporre e far suonare la propria opera, anche se non è così veloce, e l’esecuzione sarà meccanica, perchè priva del “groove” del musicista.
midi score editor scala Do_- da midi perfettamente quantizzato
ALTRE FUNZIONI DI MODIFICA E UTILIZZO DEI COMANDI MIDI IN CUBASE
Midi come remote:
Un utilizzo del midi per le daw è quello delle superfici di controllo, ma anche della stessa tastiera musicale.
Fin dalle prime versioni su ATARI (anni ‘90, sigh…i miei inizi col midi) Cubase prevedeva il generic remote, assegnando dei comandi di controllo del programma a dei tasti musicali dell’ultima ottava della tastiera, con un tasto che fungeva da attivazione generale.
Ora sono mappabili tutti i messaggi su una interfaccia di remote, quando invece si utilizzano le superfici di controllo, queste prevedono l’installazione di periferiche in Cubase, con la possibilità di interfacciarsi col programma.
Insomma il midi diventa un remote, un telecomando, sia per i pulsanti di trasporto (play, rec…ff,rewind stop) che per volumi, solo, mute, arm rec…. e tutto ciò che sia assegnabile.
Quindi la modulation o il cursore della superficie di controllo midi dedicata diventano il volume o il panning di una traccia, o un comando di gain dell’equalizzatore.
Così come il pedale di sustain può attivare il rec lasciandoci le mani libere per suonare, e attivando il registratore al momento opportuno, per un punch in e out preciso.
esempio generic remote cubase : i pulsanti della remote novation zer0sl assegnati a funzioni di trasporto o visualizzazione progetto
INPUT TRASFORMER
La trasformazione dei messaggi midi
Questa interfaccia di Cubase è una funzionalità molto utile per veicolare un messaggio da un controllo all’altro, in modo da colmare una lacuna, o agevolare il controllo di un particolare vst o hardware esterno.
Mi spiego meglio: se mi manca un comando di volume, ma la mia tastiera ha la modulation, posso trasformare il Cc1 in cc7, registrando così il controller di volume agendo sulla leva della modulation. Così come posso filtrare dei comandi ed eviitare di registrarli. Oppure posso trasformare le note in ingresso in altre, utile per esempio per assegnarle a diversi suoni percussivi, suonati live. (Perchè si può anche fare poi dal drum editor).
Insomma usare un comando per ottenerne un altro, questo è l’input trasformer, che funziona in modo globale o di singola traccia, con l’utilità di usare solo per quelle che necessitano, la trasformazione o il filtro.
Anche filtrare i messaggi di un singolo canale, aiuta a risolvere il problema di tastiere che suonano più canali contemporanemente, in modo da registrare solo un canale per traccia. (Anche qui è sempre possibile agire a posteriori con un comando di remix, di esplosione della parte multicanale in più tracce ovviamente).
input trasformer_filtrocanali_passa solo ch 1
Il midi è un sistema che trova molte possibilità sia nelle Daw sia nell’Hardware esterno e strumenti musicali elettronici. Occorre comprenderlo per poterlo usare nel migliore dei modi.
Non sai cos’è il midi? Hai visto questo video tutorial? Clicca qui
I messaggi midi: appunti pratici per comprenderli ed imparare ad usarli
Una spiegazione semplice dei tipi di messaggi midi, con esempi audio , del loro uso pratico abbinato ai controller e all’editor.
by Frankvenice
Dopo aver esaminato le note e i control change, Pitch Bend, Program Change e Aftertouch, e il Sys EX parliamo di Conversioni tra midi e audio e viceversa, o meglio trasformazioni ed estrazioni.
Come Convertire un file audio in midi e un file midi in audio, ovvero “Le conversioni audio to midi” e viceversa, croce e delizia di chi non ha capito…che non si può convertire AUTOMATICAMENTEun file di comandi in un file di suoni e viceversa perchè sono cose TOTALMENTE DIFFERENTI, appunto.
Ma qualcosa si può fare…
MIDI TO AUDIO
Si può ricavare audio da un midi facendolo suonare, ovviamente in base ai suoni (STRUMENTI REALI con interfaccia midi o Virtuali al Computer) a disposizione, e alla compatibilità di essi con la programmazione originale. Leggi sopra sul sistema GM per capire…
Ogni “conversione” , o meglio TRASFORMAZIONE sarà diversa, semplicemente perchè diversi sono i suoni e i settaggi con cui è riprodotto il midifile.
Il contrario invece, da audio a midi, vorrebbe ricavare i comandi, o meglio ESTRARRE le note midi, da un file audio.
Si può fare, sia monofonico (es: una voce, un sax, una chitarra che suona una nota sola per volta) che polifonico (accordi, pianoforte, chitarra che arpeggia o power chord, più note contemporaneamente) ma con delle limitazioni, e con del lavoro di editing successivo, con dei software dedicati.
Semplici accordi di organo, ma con vibrato e variazioni di volume: produrrà poi un file frammentato anche se con note corrette, nell’estrazione midi.
Esempi di quali software usare:
In cubase pro, Variaudio , disponibile nell’editor Audio, e con algoritmi non proprio straordinari quando cambiamo il pitch, riesce a farlo per le melodie, ma solo in modo monofonico, una nota per volta.
Con Celemony Melodyne, un programma dedicato all’editing audio con funzioni particolarmente avanzate ed algoritmi di qualità, invece è possibile ricavare il midi anche con polifonie, più note contemporaneamente, grazie alla capacità di questo software (sempre nelle versioni maggiori, editor e studio), di scomporre le note di strumenti polifonici.
Il risultato però dipende, e va elaborato in funzione del materiale di partenza, per qualità, precisione, e tipologia. Una voce con sfumature di volume, lunghezze variabili della note, non sarà una nota precisa ben squadrata, così come una chitarra non sarà sempre perfetta nella trasformazione. Idem per il volume, per la velocity.
Dipende ovviamente anche dalla capacità dell’operatore, che dovrà predisporre e intervenire manualmente sull’audio prima e sul midi ottenuto poi. Non è così semplice e automatico, tutt’altro.
Si dovrà poi tener conto su che cosa lo riprodurremo, e quindi come risponderà lo strumento virtuale o hardware che sostituirà quello originale.
Vengono perduti ovviamente i Vibrati, le espressioni, potendo soltanto tradurre in qualche modo la velocity.
Ecco come appare sull’editing di cubase, l’estrazione midi del file audio rappresentato su Melodyne nell’immagine precedente:
Midi file ricavato da semplici accordi di organo, vibrato, da file audio da Melodyne, con evidenti interruzioni sugli ultimi segmenti. Le note sono individuate correttamente.
Va appuntato infine che il midifile, dedotto da un file audio, messo a tempo su Melodyne 5 studio, è utilizzato da questa applicazione per importare e esportare il tempo: è così possibilesincronizzare le tracce del progetto, anche tra Daw differenti.
Ricavare la traccia click e mettere a tempo un file audio, con un file midi.
Elaborando l’audio in Melodyne, è possibile metterlo a tempo ed esportare un file midi di solo TEMPO, così da importarlo in qualsiasi DAW e poter ottenere una metronomo sincronizzato col file di partenza.
Certamente lo si fa anche con Cubase e magari con altre DAW, ma con Melodyne 5 Studio (in versione StandAlone), grazie alla nuova gestione del tempo di questo software, i risultati sono più accurati e più semplici da ottenere, pur necessitando un po’ di paziente editing.
Infine va ricordato che l’importazione di un midifile su Cubase può o meno comprendere il Tempo originale, a seconda delle impostazioni determinate in PREFERENZE, FILE MIDI, IMPORTAZIONE. Quindi fate attenzione!
fluttuazioni editing tempo in Melodyne Stand Alone
In conclusione, esistono certamente altri software che provano a ricavare midi dall’audio, ma va tenuto presente che tutto dipende dal materiale di partenza.
Per quanto semplice e chiaro che sia, una volta ottenuto il midi, questo dovrà sempre essere interpretato e sistemato (editato) ad orecchio del musicista, che resta il miglior algoritmo umano disponibile al momento!
Pertanto, se devi ricavare un midi da audio, su materiale semplice e sempre da verificare, puoi chiedermi un preventivo nel servizio di audio editing .
Da Settembre 2020 il servizio si avvale della nuova versione MELODYNE 5 STUDIO, con maggiore qualità audio e possibilità accurate di editing.
Idem per formare una traccia click da un file audio non perfettamente a tempo, posso confezionare un click audio e un tempo midi per la sincronizzazione. Preventivi a richiesta, dopo valutazione della traccia/file.
I messaggi midi: appunti pratici per comprenderli ed imparare ad usarli
Una spiegazione semplice dei tipi di messaggi midi, con esempi audio , del loro uso pratico abbinato ai controller e all’editor.
by Frankvenice
Dopo aver esaminato le note e i control change, Pitch Bend, Program Change e Aftertouch, affrontiamo un misterioso messaggio criptico: Il SYS EX, System Exclusive, che altro non è che una sorta di dialetto del midi, un sottolinguaggio molto importante che amplia le possibilità di comunicazione tra strumenti interfacciabili midi.
Sys ex: Messaggi di “sistema esclusivo”: il “Dialetto” del midi.
Parliamo la nostra lingua, l’Italiano. Poi fra noi della stessa regione o città o club di appassionati parliamo un dialetto, uno slang, un linguaggio più specifico che capiamo solo noi.
Nel midi è stato previsto un messaggio “jolly”, aperto, multicanale (il sys ex non è indirizzato su un canale singolo dei 16, come per gli altri messaggi) ma è riservato.
In pratica la macchina dice: messaggio di sys ex, per la marca n. 00, modello 1, e poi lancia i suoi comandi liberamente, prendendosi tempo e spazio per i propri codici, e alla fine dice… fine del messaggio.
sys ex editor: IL PRIMO CODICE è SEMPRE F0 e l’ultimo F7
Ora le altre “macchine”, stazioni riceventi il midi, ignoreranno il messaggio, solo quella codificata lo saprà leggere e applicare.
E’ una programmazione aperta quindi, e per questo il midi ancora oggi funziona per le macchine (tastiere, hardware,) che nascono dopo decenni dalla codifica del midi. Ogni sistema può associare, e creare i comandi, assegnadoli alle funzioni più disparate.
sys ex_elenco di messaggi midi system exclusive. Il codice contiene un semplice richiamo ad un suono di pianoforte.
Perchè è utile conoscerlo? Perchè sys ex si occupa di settaggi particolari: ad esempio, agisce sui parametri generali di un riverbero che possiamo solo controllare come quantità con CC 91, ma non per il tipo (hall, room…); oppure per filtri di synth, oppure ancora tutte le personalizzazioni specificate possibili per e dall’ utente di uno strumento musicale elettronico.
Infatti facendo il backup del sys ex, con la procedura chiamata DUMP (salto), è possibile registrare con una Daw il pacchetto di dati, e reinviarlo (facendolo “suonare” semplicemente come un midifile) allo strumento in caso di necessità.
Ricorda che essendo settaggi particolari, è necessario fare attenzione a cosa si fa. Per questo la registrazione in Cubase, ad esempio, è filtrata di default, e va consentita (in preferenze), togliendo il filtro.
PREFERENZE MIDI IN CUBASE-SYS EX il filtro di default è attivato prudenzialmente per la registrazione e la ritrasmissione monitor (MIDI THRU) dei messaggi di SYS EX
Alcuni comandi, essendo di lunghezza variabile, se corti e dedicati a singole funzioni, si possono scoprire ed editare, così da programmarli allo scopo nelle Daw, ma è meglio lasciare queste funzioni a chi è un po’ esperto, e sa cosa sta facendo.
In sostanza, per usi pratici va ricordato che:
1 – i messaggi di Sys Exclusive sono inviati con un ID specifico, ad una specifica macchina (hardware, tastiera, expander, multieffetto) e servono per inviare comandi specifici di programmazione/settaggio dedicato e particolare.
2- hanno lunghezza variabile, pertanto vanno inviati, in un uso dal vivo, o programmati in sequenza midi, in anticipo in modo da essere ricevuti per intero, e consentire al ricevente di eseguire le operazioni richieste. Quindi da una frazione di secondo (come per i normali messaggi) a qualche secondo, anche un minuto di tempo per la trasmissione, per le patch impegnative.
3 – prima di inviare un pacchetto di sys ex, occorre aver bene in mente cosa si sta facendo, e nel dubbio fare prima un backup, attraverso il DUMP , dei settaggi esistenti, così da porterli richiamare.
4 – leggere bene i manuali dei vari dispositivi (tastiere, expander, effetti), in merito a cosa risponde, quali parametri sono coinvolti nelle comunicazioni sys ex.
UN ESEMPIO PRATICO
SYS EX EDITOR_DATADUMP DEI SETTAGGI DEL MULTIEFFETTO VOCE “VOICELIVE” , con il suo editor dedicato in formato plugin, dentro Cubase
In questa foto vediamo un DATA DUMP dei settaggi di un multieffetto voce, ma con la possibilità di inviarli in tempo reale o come sequenza midi, attraverso un editor, in formato PLUGIN VST, attraverso una traccia midi in CUBASE:
in pratica editando graficamente l’interfaccia rappresentata nella foto che segue, che è collegata via midi ad una porta del multieffetto hardware, si comandano i settaggi interni di questa macchina, mandando messaggi di sys ex. Non è necessario conoscere il dettaglio midi del messaggio, ma comprenderne il funzionamento, per sfruttare al meglio le possibilità del nostro hardware.
Una pagina di setup dell’editor di VOICE LIVE (tc.Helicon), effetto voce hardware, che riceve e trasmette i settaggi tramite SYS EX, al suo editor, che essendo in formato vst, può essere utilizzato in CUBASE. (aggioramento: poteva, essendo questo specifico vst della foto un vst2 a 32bit. – Ma il concetto non cambia!)
Altri tipi di Messaggi midi: Real time, midi clock, testo
Altri messaggi: ci sono altri messaggi del protocollo midi, dedicati a funzioni real time (tipo start/stop), il midi clock, e il testo: (lyrics), usato per i midi karaoke. Anche per questi ultimi esistono vari formati, compreso quello Roland di Sys Ex testuale.
Qui mi soffermo solo sul midi time code, che è utile per sincronizzare le macchine fra loro, per il tempo: il midi contiene le variazioni temporali, e quindi trasporta queste informazioni. Per far girare in sync due macchine, è necessario che una di loro sia il master e le altre lo slave, quelle che si “adeguano” al tempo.
impostazioni sincronizzazione progetto cubase
Inoltre va infine ricordato che il tempo midi ( e quindi il midi time code) è un’informazione utile per sincronizzare le tracce audio da una daw all’altra con il metronomo, oltre che per comandare effetti in sync con multieffetto hardware (ad esempio il delay, con le ripetizioni sincronizzate al tempo della song inviata dal computer, in un live.).
I messaggi midi: appunti pratici per comprenderli ed imparare ad usarli
Una spiegazione semplice dei tipi di messaggi midi, con esempi audio , del loro uso pratico abbinato ai controller e all’editor.
by Frankvenice
Dopo aver esaminato le note e i control change, continua la descrizione dei messaggi midi: in quest’articolo parleremo di Pitch Bend, Program Change e Aftertouch.
Il pitch bend : la leva dell’intonazione temporanea delle note suonate, che ci permette quell’effetto di passaggio continuo di uno o più semitoni (di default un tono sotto e uno sopra) ha un controllo proprio, dove lo Zero è il valore centrale, e i valori (ben 16384!) oscillano tra n-negativo e n-positivo, come spiegherò meglio più avanti.
Il sistema stabilisce il range a cui si applicano questi valori, solitamente due semitoni sotto e sopra, ma talvolta anche una o più ottave.
Utile per esempio per glissati di basso, di sax, ed usata in combinazione con la modulation (che invece è il CC1 come già visto), e difatti a volte presente fisicamente come joystick unico:
(sx e dx pitch e spingendo avanti la modulation, con ritorni a molla).
pitch bend joystick
A volte invece con comandi separati, a rotella:
modulation e pitch in comandi a rotella separati
o a sfioramento:
pitch (touch controller, sfioramento col dito) e modulation bar (leva a pressione)controllo pitch ad infrarosso, avvicinando la mano
o tramite comandi ad infrarosso, avvicinando e allontando la mano alla fotocellula
(tecnologia D-BEAM di Roland, foto dalla mia AxSynth, sintetizzatore a tracolla)
Anche il pitch bend, per il suo comodo posizionamento sulle tastiere musicali, si presta ad essere assegnato ad altre funzioni: accendere e spegnere il soft/fast dell’organo hammond, piuttosto che spostare in altra posizione per i chords, lo strumming di chitarra virtuale.
VALORI MIDI DI PITCH BEND:
Tenendo presente che essendo un comando continuo e molto dettagliato nello spostamento dei centesimi di frequenza, i valori che può assumere sono 128×128= 16384, ovvero 8192 positivi e altrettanti negativi.
Lo Zero rappresenta il punto intermedio cioè nessuna variazione di pitch, ovvero di frequenza, come si diceva all’inizio. Nel midi in realtà vengono inviate due coppie di valori da 0 a127 , quindi 128×128 valorI: cambia il modo di rappresentarli, o come coppie o come un valore unico, ma è la stessa cosa.
E’ più facile da capire guardando le immagini di Cubase, nella prima il monitor midi, nella seconda l’editor elenco, della identica parte midi: VALORE zero, tutto positivo e tutto negativo ovvero 2 semitoni sopra e due sotto, e ritorno a zero:
midi monitor_valori min_max _pitch_bender cubase
I valori in bianco sono il reset dello stop di cubase, che resetta, riporta a zero il pitch, per evitare che resti “appesa” la variazione e quindi resti “stonata” tutta la parte seguente, in caso di stop e start, durante l’editing.
Da tenere presente, quando si edita un midifile, di non tagliare il valore zero finale, altrimenti potrebbe restare appeso sullo strumento ricevente, (in assenza di altro reset) e quindi ogni nota successiva resterà “stonata”!
editor elenco valori pitch bend cubase
Messaggi midi: PROGRAM CHANGE
Quando cambi il programma sul televisore, digiti un tasto, un numero sul telecomando.
Nel midi succede la stessa cosa. Il comando di program change, che segue sempre il canale su cui è inviato (uno dei 16) comunica quale dei 128 suoni vuoi richiamare sul tuo strumento ricevente.
Oppure locazioni di memoriaper effetti, per esempio di chitarra, o qualunque outboard.
Il comando è semplice, tuttavia è soggetto all’indirizzo delle bank, ovvero i banchi di memoria.
Se infatti i suoni/memorie sono maggiori di 128, sono organizzati in banchi. I banchi sono selezionati dalla coppia di Control Change 00, 32 , con valori da 0 a 127 ciascuna: quindi da un numero teorico di preset richiamabili davvero grande!
Una volta entrati nel banco, ogni cambio di program change resterà in quel banco fino a che non verrà trasmessa una coppia nuova di CC 00 e 32, che quindi devono sempre precedere il prg change.
Esiste una codifica dei suoni standard, che permette a un midifile di suonare suoni equivalenti: Si tratta del formato GM General Midi, che stabilisce una tabella ordinata di suoni.
In questo modo il prg 1 sarà sempre un pianoforte acustico, il 2 un piano bright, il 50 una sessione di violini, i suoni di basso dal 33 in su…
Il General midi ha poi avuto nel tempo delle estensioni, con delle varianti. Deriva in origine dal GS , un sistema precedente che si trovava nelle tastiere Roland, mentre il GM è stato adottato come compatibilità anche da altri costruttori, pur variando ognuno nella qualità e colore della timbrica, ma mantenendo la stessa assegnazione del programma allo strumento:
PORZIONE DI TABELLA SUONI GM
I program change sono però anche usati in assegnazione ai preset per gli effetti hardware, e solitamente programmati nelle sequenze midi dalla Daw per i live, o tramite pedaliera, per richiamare memorie di effetti e suoni, o loro combinazioni.
Quindi l’utilizzo è pressochè semplice e l’invio dei messaggi avviene tramite pulsanti dalle tastiere, sia in abbinamento dei pulsanti che richiamano i suoni di bordo, sia con dei pulsanti dedicati, anche in forma + e – , o ancora tramite composizione numerica o rotella di selezione.
Ricordando che si tratta sempre di un numero da 0 a 127, o meglio in questo caso si usa codificare da 1 a 128, nello speficico canale, dopo aver selezionato, se presente, un comando di bank (cc 0 e 32). Ecco come appare in un file midi:
coppia CC0_32_e PRG CHANGE_CUBASE EDITOR ELENCO
Messaggi midi: AFTERTOUCH
Una tipologia di messaggio particolare, che deriva dal comando sulla tastiera: può essere un pulsante, una rotella, ma nelle tastiere musicali che lo prevedono, un sistema meccanico di post-pressione del singolo tasto bianco o nero.
È come un ulteriore “scalino” after, dopo la pressione del tasto: tenendo premuto e premendo ancora si supera un piccolo scalino appunto.
Si agisce su un interuttore che attiva questa funzione midi particolare, che è assegnata dallo strumento ricevente ad effetti particolari, o allo stesso vibrato della modulation.
Ne esistono quindi di due tipi, di nota o di canale (chiamato Poly Pressure e Channel Pressure), a seconda delle tastiere. Ma anche quelle con l’aftertouch comandato dai singoli tasti bianchi e neri potrebbe essere soltanto di canale.
Ma a che serve l’aftertouch? Hai presente il vibrato ottenuto con la modulation? Per esempio, potrei suonare la melodia con la destra, e la sinistra impegnata negli accordi, su una tastiera spezzata.
Volendo vibrare una nota, magari lunga e non immediatamente (vibrato delay) , posso premere il famoso scalino e attivare il vibrato semplicemente premendo più a fondo il tasto (bianco o nero).
Oppure posso usarlo muovendolo il comando a rotella, o assegnato ad un pedale…
DISCLAMER: spero tu non stia tentando di rompere la tua tastiera: consulta il tuo manuale, sono poche le tastiere con aftertouch sui tasti bianchi e neri, alcune hanno soltanto comandi sul pannello. NON sono responsabile se stavi sforzando la meccanica della tastiera, sii delicato, se non va giù, allora non c’è!
E’ quindi una funzione accessoria, non presente su tutte le tastiere, ma che aumenta le possibilità espressive da trasmettere col midi.
Può essere usato anche per attivare un filtro in un synth, o qualunque controller su uno strumento virtuale (vst instrument). Assume i consueti valori da 0 a 127, per ognuno dei 16 canali.
rotella aftertouch di canale su ax synth roland – è quella nera a sinistra inferiore, dell’impugnatura, vista di profilo, essendo, ax synth, uno strumento tipo chitarra a tracolla.
I messaggi midi: appunti pratici per comprenderli ed imparare ad usarli
Una spiegazione semplice dei tipi di messaggi midi, con esempi audio , del loro uso pratico abbinato ai controller e all’editor.
by Frankvenice
Messaggi midi note e Control Change
Messaggi Pitch Bend, Program Change, Aftertouch
Messaggi di System Exclusive e altri messaggi midi
Convertire midi in audio e audio in midi
Editor midi: Key e List Editor in Cubase
Control change: il sustain
I messaggi midi non sono soltanto le note del pianoforte. Ci sono anche altri controlli, che inviano altri tipi di messaggi.
Prendiamo il pedale del pianoforte, il forte, o sustain, hold, damper, quello che prolunga il suono, e nel pianoforte reale solleva tutti gli smorzatori delle corde, lasciandole vibrare tutte liberamente. Nelle tastiere prolunga la pressione dei tasti.
ll midi invia questo comando di pedale tramite i Control Change. I CC sono una grande famiglia di 128 controlli differenti, alcuni già tipicamente stabiliti, altri invece liberi. Possono assumere valori tra 0 e 127, perciò sono definiti controlli continui.
Nel caso del nostro pedale di sustain, che ha qualsiasi tastiera, il CC assegnato è il n. 64. I valori dalla metà in su (da 64 a 127) significano pedale premuto, da 0 a 63 pedale rilasciato. Anzi no.
il pedale Sustain di tipo pianoforte
Il pedale rilasciato completamente assume valore 0 (zero), i pianoforti digitali e i vst instruments (strumenti virtuali a computer), di fascia alta, dedicati al pianoforte, hanno la funzione di mezzo pedale o continuo.
In sostanza è la simulazione dell’appoggio del feltro che smorza le corde, in modo “morbido” e progressivo.
tabella di implementazione midi
Questo ci fa comprendere come nel midi contano sempre due fattori, per la comunicazione corretta:
La capacità dello strumento che trasmette e quella di quello che riceve.
Perciò è sempre meglio confrontare la tabella di implementazione midi, nei manuali, per capire ciò che la propria tastiera, o altro hardware può mandare.
E altrettanto ciò che può ricevere.
In aiuto, nel mondo del computer, degli strumenti virtuali e delle Daw (es. Cubase), questi controlli sono assegnabili, modificabili, trasformabili, filtrabili, al bisogno.
Messaggi di Control Change
Torniamo al CC. Un altro controllo usato nelle tastiere è la modulation. Quella leva sul lato sinistro, o rotella. A volte un joystick, con due funzioni: una è il CC modulation, l’altra invece la esaminiamo poi, il pitch bender, che non è un CC ma fa’ storia a sè.
La modulation è il CC n. 1 e si occupa di modulare, di vibrare il suono. E’ usata spesso come comando per varie funzioni nei vst instruments, per la sua comodità di esecuzione
modulation wheel , Control Change n 1
(solitamente è un comando a molla, che ritorna a ZERO una volta rilasciata, e usabile con la mano sinistra, mentre la destra esegue una melodia) e si presta ad ABBELLIMENTI musicali anche diversi dal vibrato. (Es. Glissati, Armonici, whawha su un vst di chitarra)
Altri comandi CC tra i più usati: il n. 7 il volume midi. Attenzione che il volume midi non è il volume dello strumento nel senso stretto del modulo sonoro della tastiera musicale/pianoforte digitale o dell’instrument virtuale della DAW.
Il volume midi si riferisce al singolo canale midi (ricordo, il midi ha 16 canali per ogni “cavo”) e controlla il volume dello strumento assegnato, ma può essere in modo OFF o non essere interpretato dal ricevente.
E’ però utile per i settaggi nei midifile, per mixare i 16 canali. Assume ovviamente i 128 valori da 0 a 127. In alcune tastiere corrisponde a slider (cursori a slitta), utili anche per comandare altri controlli assegnabili nelle DAW o nei VSTI.
PEDALE DI ESPRESSIONE control change n. 11
Il sub-volume, ovvero l’espressione continua (generalmente un pedale tipo staffa organo) è assegnato al CC 11.
Solitamente nei midifile, settato il volume principale del canale (il cc7), si può agire in quel range ulteriormente con l’expression CC11 (si pensi ad un crescendo di violini, o ad un diminuendo finale).
Quindi il cc11 dipende (quasi sempre) dal livello del cc7 di cui diventa un’estensione più accurata, all’interno del volume complessivo del canale.
Gli esempi appena fatti ci fanno capire quante siano le possibilità dei Control Change, sempre tenuto conto dei reali controlli fisici dell’hardware che trasmette e della stazione ricevente:
un midifile standard, una tastiera o pianoforte digitale, un altro hardware (un effetto per chitarra, un riverbero, qualunque outboard che riceva il midi) nonchè i virtual instruments sia in modalità StandAlone (cioè funzionanti con un programma proprio) che VST (all’interno di una DAW come Cubase per esempio).
Altri Control Change
Due control change particolari, 00 e 32 sono dedicati alle Bank e correlati ad un comando midi a sè stante: il Program Change, di cui parleremo più avanti.
Ed ancora, gli altri due pedali del pianoforte digitale, soft e sostenuto (66 e 67), per gli effetti il 91 e 93 (riverbero e chorus), filtri, portamento… ecco una tabella orientativa:
Argomenti principali del video ( testo estratto dal video):
Che cos’è il midi? e come funziona il midi suona? può essere utile per imparare a suonare?
A queste domande risponderemo in questo video!
Il midi suona? No il midi non suona, il midi trasmette soltanto dati che possono produrre suoni su un altro strumento musicale elettronico o su un computer provvisto di uno strumento musicale virtuale.
Il midi può servire per imparare a suonare?
Io penso di sì: usando un editor midi su un programma dedicato alla registrazione digitale come ad esempio cubase è possibile avere una radiografia, una sorta di lastra una fotografia di ciò che si è appena ha suonato.
In questo modo è possibile controllare la propria esecuzione.
E’ possibile infatti vedere su un grafico le note suonate se sono state eseguite a tempo, con quanta forza sono stati premuti i tasti, vedere se un accordo è stato suonato correttamente, controllare in altre parole il proprio modo di suonare.