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Categoria: Risorse musicali

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  • Melodyne: L’Arte della Correzione Vocale Perfetta

    Melodyne: L’Arte della Correzione Vocale Perfetta

    Se lavori con la musica, sai quanto sia cruciale l’intonazione. Una performance vocale impeccabile o uno strumento perfettamente accordato possono fare la differenza tra un mix amatoriale e una produzione che suona professionale. Ma cosa succede quando quella performance quasi perfetta ha solo qualche piccola imperfezione? Qui entra in gioco il magico mondo dei correttori di intonazione. E tra tutti, uno spicca per la sua precisione quasi… chirurgica: Melodyne.

    Molti plug-in di correzione dell’intonazione promettono miracoli con un click, ma spesso il risultato è una performance “robotica”, priva di anima e sfumature umane. Melodyne, invece, offre un approccio completamente diverso, permettendoti di intervenire con una granularità e un controllo che altri strumenti possono solo sognare. Ma vediamo perché.

    L’Approccio “Chirurgico”: Controllare Ogni Singola Nota

    Immagina di essere un chirurgo che deve operare su un dettaglio minuscolo con la massima precisione. Melodyne ti offre esattamente questa possibilità. A differenza dei correttori automatici che “spingono” l’intonazione verso la nota più vicina in modo globale, Melodyne analizza il materiale audio e lo scompone in “blob”, che rappresentano le singole note.

    La sua interfaccia grafica, intuitiva e visiva, ti permette di “vedere” le note e manipolarle direttamente. Ogni singolo “blob” può essere manipolato individualmente e con una precisione incredibile. Questo significa che puoi intervenire su:

    • Intonazione: Spostare una nota su o giù, ma non solo! Puoi anche correggere solo l’inizio o la fine dell’intonazione, o raddrizzare una nota che è leggermente calante o crescente durante la sua durata.
    • Vibrato: Puoi ridurre o aumentare l’ampiezza del vibrato, o persino eliminarlo se non desiderato, senza compromettere il resto della nota.
    • Formanti: Questa è una delle funzionalità più avanzate e distintive. Le formanti influenzano il timbro e il “calore” del suono. Spostarle può cambiare la percezione dell’età o del genere di una voce, o semplicemente dare un colore diverso a uno strumento.
    • Timing: Ogni nota ha un punto di inizio e fine. Con Melodyne, puoi riposizionare le note sulla griglia temporale con assoluta precisione, risolvendo problemi di ritmo senza ricampionare l’audio o introdurre artefatti.
    • Ammontare di correzione: Puoi decidere quanto “stringere” una nota verso il centro dell’intonazione, mantenendo un tocco umano.

    Questa capacità di intervenire su ogni singola sfumatura è ciò che rende Melodyne uno strumento insostituibile per i professionisti. Non si tratta di “auto-sintonizzare” una performance, ma di perfezionarla mantenendo la sua autenticità.

    Il Rischio dell’Automatico: Quando la Comodità Uccide l’Anima

    Molti plug-in automatici sono ottimi per una correzione veloce o per effetti creativi specifici (come il classico effetto Cher/T-Pain). Carichi il plug-in, lo attivi, e la magia (o la distruzione) avviene. Funzionano analizzando l’intonazione e applicando una correzione basata su algoritmi preimpostati, spesso senza un controllo dettagliato sulle singole note o sulle loro sfumature.

    Il problema? Spesso trasformano una performance espressiva in qualcosa di rigido, piatto e artificiale. Una voce con leggerissime fluttuazioni di intonazione, che la rendono “umana” ed emozionante, può diventare meccanica. Le sottili variazioni di vibrato che aggiungono carattere vengono appiattite. Il risultato è un suono “perfetto” ma senza vita, che un orecchio allenato riconosce immediatamente come “corretto al computer”.

    Quando Melodyne Diventa Indispensabile: Esempi Pratici

    Melodyne non è solo per correggere gli “errori”. È uno strumento creativo e di rifinitura che si rivela indispensabile in diverse situazioni:

    • Voci soliste e cori: Per una voce solista con piccole imprecisioni, Melodyne permette di correggere quelle note stonanti senza intaccare l’espressività complessiva. In un coro, puoi intervenire su singole voci per assicurare una perfetta armonia, o persino armonizzare una singola traccia vocale.
    • Strumenti dal vivo: Un violino leggermente scordato, una chitarra che ha una nota che suona male in un accordo complesso, o un basso che ha un’intonazione “ballerina” su alcune note. Melodyne può risolvere questi problemi con una precisione incredibile, salvando performance altrimenti inutilizzabili.
    • Riff e fraseggi: Immagina un riff di chitarra o un assolo di sax dove una nota è leggermente fuori tempo o intonazione. Con Melodyne, puoi spostare o correggere solo quella singola nota, senza influenzare il resto.
    • Design del suono e creatività: Vuoi cambiare il timbro di una voce in modo sottile per farla suonare più maschile o femminile? O magari vuoi creare un effetto creativo spostando le formanti di uno strumento? Melodyne lo rende possibile.
    • Sincronizzazione ritmica: Puoi usare Melodyne per quantizzare (allineare al tempo) singole note di uno strumento o una voce, rendendo il groove più stretto senza perdere l’umanità dell’esecuzione.

    Mantenere l’Anima della Performance

    La vera forza di Melodyne risiede nella sua filosofia: non si tratta di sostituire la performance, ma di migliorarla. Permette ai produttori e agli ingegneri del suono di eliminare le imperfezioni tecniche, lasciando intatta l’espressione, l’emozione e l’unicità dell’artista. Il risultato è un suono raffinato e professionale, che suona “giusto” e naturale, non “corretto”.

    Conclusione: L’Investimento Nella Professionalità

    In un mondo musicale sempre più competitivo, la qualità audio è fondamentale. Mentre i correttori automatici possono essere un punto di partenza o strumenti per effetti specifici, per ottenere risultati professionali e credibili, l’editing manuale e l’approccio granulare offerto da Melodyne sono semplicemente superiori e, a nostro avviso, insostituibili. È un investimento nel tempo e nella qualità che si ripaga ampiamente in termini di risultati sonori finali. Questo ti dà la fiducia che la tua produzione suonerà al meglio, mantenendo l’integrità artistica.

    Se desideri portare le tue tracce al livello successivo e assicurarti che ogni nota suoni con la massima precisione e naturalezza, scopri come il mio servizio di intonazione professionale con Melodyne può fare la differenza per la tua musica.

  • I video tutorial al pianoforte su Gumroad

    I video tutorial al pianoforte su Gumroad

    I videotutorial al pianoforte su Gumroad: scopri un nuovo modo per imparare e migliorare

    Se desideri imparare a suonare il pianoforte in modo pratico ed efficace, su frankvenice.gumroad.com troverai una nuova collezione di videotutorial al pianoforte, progettati con cura per offrirti un’esperienza didattica completa e approfondita, ben oltre i contenuti gratuiti disponibili su YouTube.

    Cosa rende questi videotutorial unici?

    Materiali didattici inclusi

    Ogni videotutorial comprende:

    • Una scheda accordi in PDF, organizzata per sezioni (strofa, ritornello, special, finale), con tutte le sigle degli accordi ben visibili e ordinate.
    • Un file MP3, contenente una base didattica con basso e batteria, pensata per supportarti nell’esecuzione del brano e aiutarti a mantenere il ritmo.
    • Un PDF di istruzioni, che spiega come utilizzare al meglio tutto il materiale fornito.

    Video tutorial dettagliati e interattivi

    • Nei video suono il brano dal vivo, accompagnato da una tastiera virtuale con tasti che si illuminano in tempo reale, mostrando esattamente cosa suonare.
    • Gli accordi sono visibili dinamicamente sia in sigla che su pentagramma, con accanto la parte corrispondente della scheda PDF, per una visione chiara e completa.
    • Inquadrature ravvicinate vengono utilizzate per spiegare i passaggi più complessi in dettaglio, semplificando l’apprendimento.
    • Il tutto è spiegato in modo semplice e diretto, per essere accessibile anche ai meno esperti.

    Un metodo pratico e innovativo

    Il mio approccio è pensato per aiutarti a sviluppare una memoria visiva, uditiva e muscolare dei passaggi armonici del brano, creando una tua banca dati personale di movimenti e sonorità. L’obiettivo è farti imparare a suonare in modo consapevole e creativo, evitando il rischio di suonare “a pappagallo”.

    Brani italiani e internazionali

    La selezione di brani spazia tra il repertorio italiano e internazionale, offrendo una varietà di stili e difficoltà per arricchire il tuo repertorio musicale.

    Perché scegliere questi videotutorial?

    Questi videotutorial rappresentano una soluzione ideale per chi cerca un metodo completo e intuitivo per migliorare al pianoforte. Ogni dettaglio è studiato per rendere l’apprendimento piacevole ed efficace, fornendoti strumenti pratici per crescere come musicista.

    Come acquistare

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  • Il segreto del maestro di musica

    Il segreto del maestro di musica

    Non so come faccia, l’importante è che lo faccia!

    (Napo Orso Capo)

    Il principio di Napo Orso Capo

    E’ un cartone animato di quando ero piccolo io… molti anni fa’. Sono tre orsi che inseguiti dal Ranger dello Zoo (perchè ne combinavano di tutti i colori) scappavano su una moto immaginaria che nasceva quando si mettevano in fila:

    Il piccolo davanti, il capo dietro e quello grosso in mezzo, che azionava col piede un pedale immaginario, insomma metteva in moto (come la vespa).

    E quindi il Capo, Napo Orso Capo appunto diceva ogni volta a noi bambini, riferendosi all’orso che stava in mezzo: “Non so come faccia, l’importante è che lo faccia!”

    Applicato alla musica

    Per dire che alle volte non importa quale che sia il trucco, il mezzo, o semplicemente il mistero, ma ciò che importa è che riusciamo a salvare le penne….

    Tradotto in musica (ma anche nella vita), significa anche fare affidamento su quella serie di meccanismi interni che sviluppiamo col tempo, man mano che prendiamo confidenza con le note, gli accordi, gli arrangiamenti in genere delle canzoni che studiamo.

    Esiste una connessione tra memoria visiva, memoria uditiva e meccanica delle nostre mani che diventa un automatismo, e costituisce una BANCA DATI, nel nostro cervello.

    Così che poi ci troviamo quasi naturalmente a suonare d’impulso, senza sapere e aver pensato a tonalità, accordi, note e quant’altro.

    Ecco, occorre far leva su questo, e sviluppare questa connessione interna.

    Uno stimolo per la creatività, una risorsa per suonare ogni cosa

    Aiuta la creatività, ed è la base del mestiere di chi accompagna qualunque cosa, e riesce a suonare un po’ di tutto, anche senza aver mai suonato quel brano prima d’ora.

    Sicuramente un po’ di predisposizione ci vuole, ma sviluppare questa cosa un po’ magica, è una piccola conquista ogni giorno.

    Poi intendiamoci: Occorre studiare. Devi metterti lì ad imparare quel passaggio, ad assimilare bene il perchè e il percome e appunto incasellare nella tua testa la correlazione tra quel che vedi con le dita sui tasti, tra quel che senti con le orecchie, e il gesto meccanico della dita sui tasti.

    Ma quando questa relazione diventa tua, entra per sempre, e la riuserai automaticamente tutte le volte. Ogni passaggio, ogni soluzione nuova, diventano patrimonio che potrai spendere per creare cose nuove, e ri-creare cose sentite, come appunto poter replicare qualcosa di nuovo appena sentito, senza conoscere nulla dei suoi accordi, tonalità, ecc….

    La tua banca dati musicale

    E’ molto di più che suonare ad orecchio, è suonare ad orecchio, occhio, mani, testa…. è usare quella BANCA DATI di cui ho parlato fin qui.

    Quindi quello che dovresti fare non è soltanto studiare in modo scolastico e ripetere dallo spartito (quando lo hai) , o dal tutorial o da chi ti insegna un brano, premendo i tasti o memorizzando gli accordi, senza capire perchè e per come.

    Ma nemmeno scervellarti in calcoli improbabili.

    Il metodo

    E’ semplice:

    • impara ad associare pezzi di brani, passaggi, introduzioni, cambi di tonalità, il classico giro (anche non solo di DO…. eh…), e associa ad una idea, al suono complessivo, alla sensazione che ti da.
    • Quando incontrerai la stessa situazione, cioè gli stessi rapporti fra note, ecco che automaticamente troverai sotto le tue dita, senza accorgerti, tutto ciò che ti serve per suonare un brano.

    Quindi da oggi, impara a memorizzare in modo diverso: non il singolo accordo, ma il percorso degli accordi, ciò che succede, quelle notine intermedie di passaggio, quelle tensioni (settima, diminuita, quarta…) che diventeranno suoni e non numeri.

    Cercherai quello sckrok… che senza pensarci è l’accordo che va bene, e poi potrai anche dargli il nome, e fare il calcolo di cos’era (una settima, era maggiore, era minore….., era una quarta., ma c’era un bemolle, boh…. ?)

    Conclusione

    Beh, ora che ti ho svelato il mio segreto…. ti dirò che se ti impegni anche tu potresti fare qualche magia.

    E per tutto il resto, ci sono i miei tutorial, ed anche e soprattutto i miei servizi, per aiutarti a realizzare la tua musica. Non dimenticare di dare un’occhio al resto del sito per tutto ciò.

    Ciao!

  • TRANSPOSITORE

    TRANSPOSITORE

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    Ti sarà utile per trasportare facilmente gli accordi delle tue canzoni, in tutte le tonalità (+6 e -6 semitoni), trovando subito la nota corrispondente.

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  • Come uscire dal giro di DO

    Come uscire dal giro di DO

    Come uscire dal giro di DO

    — a fine articolo potrai scaricare lo spartito nella foto —

    Uscire dal  tunnel

    Do maggiore, La minore, Re minore, Sol Settima. Ecco, ci siamo impantanati lì. Vero che ci sono fiumi di canzoni che hanno passato i tempi su questo giro, o sull’analogo in altre tonalità.

    Però spesso è per pigrizia “musicale” , o per poca pratica di armonia, diciamo dimestichezza con gli accordi e con il “modo di arrivarci” , che si insiste nel giro.

    Esci dal tunnel del giro di DO. Ti prego, fallo per amore di tutti gli altri accordi, che sono lì per servirti. Scoprirai un mondo.

    Essere ripetitivo, non significa essere orecchiabile. Significa essere pedante, fastidioso, insistente, noioso. E se non succede nulla di nuovo, nella canzone…. l’ascoltatore si stanca e passa oltre.

    Bene allora vediamo come possiamo fare.

    Ascolta il GIRO DI DO: DO LAm REm SOL 7

    Accordi vicini

    Do Maggiore è il nostro accordo di partenza, la nota chiamata TONICA, della scala di Do maggiore, il DO è il punto di partenza. Orbene, possiamo esplorare la 4 e la 5 nota (sottodominante e dominante), ovvero il FA E IL SOL, come note ma anche come accordi. Quindi potremo deviare verso il FA MAGGIORE  (note FA-LA-DO) E IL SOL MAGGIORE (senza la settima, ovvero le note SOL-SI-RE, e non SOL-SI-RE-FA).

    Ma potremmo anche andare oltre, e tentare un MI MAGGIORE e poi ricadere sul La minore del nostro giro o andare al FA MAGGIORE. DO Maggiore, Mi Maggiore, Fa maggiore, Sol settima, Do maggiore.

    Questo perchè cambiare accordo ci porterà una novità per la melodia,  dovremmo  “andargli dietro”. Non si tratta di cambiare gli accordi tanto per variare, a caso, ma di aprire una strada da percorrere con la melodia della canzone, una piccola deviazione, salvo poi ritornare sui sicuri passi del giro iniziale.

    Il concetto è di esplorare accordi (maggiori o minori) di tonalità vicine o comunque che si prestano ad orecchio ad una variazione melodica. Non è un metodo difficile, semplicemente camminando sulle note della scala del tuo accordo trovi note che diventano la base per l’accordo successivo, e lo poni in relazione poi coi successivi.

    Qualche esempio qui, per capire:

    Ascolta gli accordi vicini:

    Cambio di durata dell’accordo sul giro

    Una delle difficoltà che affronta chi non riesce ad uscirne,  è quella di lasciare il porto sicuro della durata sempre uguale degli accordi: cambio ogni battuta. Il giro è sempre per una battuta di 4/4 per cui 1,2,3,4 cambio, 1,2,3,4, cambio… Che noia!

    Ci sono accordi di “passaggio” per cui impegnano un solo quarto (per esempio) e introducono una variazione ritmica che ci desta dal solito ripetersi dei 4 accordi, e prelude ad una variazione successiva.

    Oppure impegnano due quarti, per cui in una battuta avremo due accordi di pari durata.

    L’importante è contare, e contare con gli accenti giusti. I chitarristi sono la disperazione mia…. Sblim,sblim,sblim…. aggiungono quarti a caso, o mezze battute tanto per far stare il testo della canzone o perchè si perdono per strada.

    Gli ACCENTI sono importanti: Uno forte, due debole, tre mezzoforte, quattro debole.

    Quindi attenzione a come sviluppi la ritmica, e a come inserisci la variazione armonica.

    Ascolta il cambio di durata:

    Maggiore e Minore

    Una altra alternativa per uscire dalla monotonia può essere quella “modale”, passare ad accordi minori.

    Intendiamoci, non è come al banco del pesce, prendo quel che mi sembra fresco e in offerta. C’è un perchè in tutte le scelte. Ma se la canzone lo richiede, potrebbe essere utile un giro, un passaggio di accordi minori, per poi ritornare in una tonalità maggiore e ridare slancio al brano.

    Qualche esempio per chiarire cosa sto dicendo:

    Ascolta l’alternativa Maggiore e Minore:

    Cambio di tono

    Un altra opzione, nulla di nuovo ma spesso dimenticata da chi inizia a scrivere canzoni, è il cambo di tono, salire di un tono. Stesso giro, stessa cosa ma un tono sopra (o anche un semitono a volte).

    Ci si può arrivare in modo netto, oppure con accordi e variazione di passaggio.

    Per cui, nel nostro esempio DO LAm REm SOL7 avremo il giro di RE:

    RE Sim Mim LA7

    Ascolta il cambio di tono, un tono sopra, giro di RE:

    Conclusione

    Le strade che puoi intraprendere in realtà sono molte, e dipendono dalla tua capacità di riconoscere le note, di conoscere le scale, visualizzare gli accordi e le note in comune fra loro, in modo da “navigare” in modo fluido.

    Non necessariamente ci deve essere un legame, ma per iniziare muoversi in “acque tranquille” è meglio che cercare improbabili accordi con la 5bemolle al basso piuttosto che quelle equazioni terribili che ci vuole la calcolatrice per definirli.

    Ma un po’ di prove vale la pena farle, e questo porterà aria nuova alla tua composizione.

    Sembrano cose banali quelle scritte fin qui, ma purtroppo al mio orecchio continuano ad arrivare canzoni su giri ripetitivi di quattro accordi, senza sosta, senza espressione, senza novità, che dopo un po’…. stufano. Ci fanno anche dei “successi” in termini di ascolto, ma durano poco e si passa alla successiva, sempre uguale.

    Ti regalo l’ultimo esempio completo di arrangiamento, per riepilogare un po’ le cose dette. C’è anche uno spartito con gli accordi utilizzati. Puoi scaricarlo anche in versione pdf, e inventare la tua melodia.

    Ascolta l’esempio completo a partire dal giro di DO:

    partitura
    Gli accordi dell’esempio completo che stai ascoltando

    Ultimo consiglio

    Non ho una conclusione, perchè è un argomento sempre aperto e ampio, qui volevo stimolare un primo tentativo per la tua creatività.

    Però accetta questo consiglio: non buttare giù la tua canzone di getto, e poi pensare che sia intoccabile. Abbi il coraggio di cambiare, di stravolgere, di inserire cose diverse, di cancellare parti meno brillanti (anche del testo), abbi un ascolto critico e analitico, non è tutto bello o tutto brutto.

    Quattro note e due accordi sono un buon inizio, ma chiediti come potresti far volare le tue idee musicali, sorprendi te stesso e l’ascoltatore con una novità, uno special, due righe diverse del brano che sottolineano un passaggio importante, un concetto!

    Solo così potrai davvero migliorare le tue capacità, posto che alla base un po’ di studio, un po’ di ore perse a provare e a capire dove vanno le note sui tasti di una chitarra, pianoforte o sul pentagramma, sono il minimo che puoi fare per non ricadere nel solito banale Do Maggiore, La minore, Re minore, Sol 7 e in tutti i giri simili….

    Buone composizioni, e se hai bisogno di me, i miei  recapiti sono alla pagina contatti!

    Il pdf è firmato dall’autore con firma digitale e marca temporale. Ad uso proprio didattico.

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    Rilasciato in area membri (*ora in Gumroad.com) il primo pacchetto di files audio e midi con parti di arrangiamento (arpeggi, accordi) per pianoforte.

    Sono utili per comporre una canzone, per avere una base da cui partire. Avvalendosi di una Daw, ad esempio Cubase, è possibile editare i midi o l’audio in modo da ricavare altre tonalità tempi diversi.

    Un file pdf accompagna il pacchetto con la licenza d’uso, la descrizione e la tabella degli accordi usati.

    Ci sono anche files aggiuntivi per il file n. 1,  con basso batteria e chitarra, a titolo di esempio.

    Tutto il materiale è stato composto e prodotto da Frankvenice (da me!) ed è gratuito per gli iscritti al sito.

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    Buone composizioni a tutti!